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Quando è estate e veramente volete
mangiare un piatto gustoso è il momento di servire questi bigoli. Questo
piatto unisce una pasta tradizionale Veneta (i bigoli) con la
celeberrima ricotta salata infornata (la ricotta n'caciata). Da collante
i peperoni: un ortaggio presente su tutte le tavole della penisola.
Ingredienti
per 4 persone: 300 grammi di bigoli (o
spaghettoni, o spaghetti o linguine), 8 peperoni gialli e rossi, 8
foglie di basilico spezzettate a mano, 8 cucchiai di olio di oliva
extravergine, dadini di ricotta n'caciata, sale e pepe quanto basta.
Esecuzione
Dopo aver pulito con un panno i peperoni,
metteteli sulla griglia e fateli arrostire (se non avete la griglia
usate una piastra di ghisa oppure il forno a 180° per 20 minuti), fateli
raffreddare, lavateli con acqua corrente e quindi puliteli togliendo la
pelle, il torsolo e i semi.
Tagliateli a striscioline rettangolari e
disponeteli in una zuppiera aggiungendo il basilico, l'olio, il sale e i
dadini di ricotta n'caciata.
Nel frattempo in una pentola cuocete i
bigoli in abbondante acqua salata. Scolate al dente. In una padella
capace, nella quale avrete sciolto 25 grammi di burro, saltate i
peperoni con i bigoli spolverando con del pepe bianco.
Nota
Il piatto poteva chiamarsi anche "pasta
con i peperoni" visto che al posto della pasta consigliata (bigoli,
spaghettoni, spaghetti e linguine) potete anche mettere della pasta
corta: mezzani, mezzanelli, fusilli, penne, mezze penne e chi più né ha
più né metta.
Questo piatto è una variante della pasta
alla puttanesca in bianco: le varianti consistono nell'aggiunta di
acciughe e la sostituzione dell'aglio con la cipolla.
Ingredienti
per 2 persone: 2 cipolle bianche medie,
quattro cucchiai di olio d'oliva, sale, 150 gr di bigoli integrali, 4
filetti di acciughe sotto olio d'oliva extravergine, una manciatina di
capperi, una manciata di olive nere (meglio se taggiasche o di Gaeta),
pepe, una manciatina di pinoli, mezzo bicchiere di vino bianco secco, un
po' di pan grattato.
Esecuzione
Sbucciate le cipolle e affettatele
finemente; in una padella contenente olio mettete i filetti di acciuga,
i capperi e le olive. Con una forchetta schiacciate le acciughe
ripetutamente, in modo da spappolarle e formare una salsetta marrone.
Aggiungete le cipolle e i pinoli e a fuoco basso fatele appassire.
Cuocetele a recipiente coperto, per circa 15 minuti, bagnandole di tanto
in tanto con un po' di vino, mescolando ripetutamene fino a quando le
cipolle si saranno ridotte in poltiglia.
Nel frattempo, mettete sul fuoco l'acqua
per la cottura della pasta: appena bolle, salatela (non troppo) e
tuffatevi la pasta, che cuocerete al dente.
Scolate i bigoli, rovesciateli nella
padella contenente il sugo preparato e mantecateli con un'abbondante
macinata di pepe e un po' di pan grattato. Servite subito, ben caldo.
Nota
Siccome la pasta ha una buona sapidità
conviene accompagnare il piatto con un vino bianco dotato di buona
struttura: un Pinot Grigio del Collio (Friuli) servito a 10°C.
L’amatriciana è un sugo per la pasta che
prende il nome dalla cittadina di Amatrice, che si trova in provincia di
Rieti. Questo sugo non solo è trans-regionale ma ha assunto per la sua
notorietà un ambito europeo e forse mondiale.
Un poco meno noto è la "gricia" l'altro
piatto laziale che utilizza lo stesso condimento, ma senza il pomodoro.
Ingredienti
per 4 persone: 400 grammi di bucatini, 120
grammi di guanciale, un chilogrammo di pomodori pelati, 2 cucchiai di
olio d'oliva extravergine, una punta di peperoncino piccante, 100 grammi
di pecorino grattugiato dei monti Sibillini o dei Monti della Laga.
Esecuzione
Tagliate finemente il guanciale a
listarelle. Soffriggetelo, a fiamma molto bassa, in pochissimo olio (due
cucchiai al massimo) con una punta di peperoncino.
Quando il guanciale ha "cacciato" il suo
grasso e tende a divenire croccante aggiungete i pomodori pelati.
Lasciate addensare la salsa.
(Qualcuno consiglia di fare la salsa a
parte e alla fine unirla al guanciale, voi fate come volete c'è libertà
di parola e di cucina).
Nel frattempo cuocete i bucatini o gli
spaghetti in abbondante acqua salata.
In una grande padella condite i bucatini o
gli spaghetti (che intanto avrete scolato al dente) con il sugo e con
abbondante formaggio pecorino grattugiato.
Fate le porzioni e servite.
Nota
Qualcuno aggiunge, prima di versare il
pomodoro, una cipolla tagliata finemente. Per quanto riguarda il
formaggio pecorino, se non trovate i formaggi del Reatino, potrete
utilizzare altri tipi di pecorino (forse ogni regione italiana ha il
suo) tra i quali: quello di Pienza, quello Sardo e anche il Romano.
E' una variante lontana dei bucatini alla
amatriciana (sicuramente molto più famosi). In questo caso è il
prosciutto crudo ad avere il ruolo fondamentale. Li ho mangiati la prima
volta a casa di un mio amico insegnante che era di Jesi (Ancona).
Ve li propongo senza nessuna
rivisitazione.
Ingredienti
per 4 persone: 400 grammi di bucatini, 100
grammi di prosciutto crudo tagliato a dadini, un chilogrammo di pomodori
tagliuzzati (pomodoro ramato o San Marzano), 10 cucchiai d'olio, mezzo
bicchiere di vino rosso, una cipolla, una carota, una costa di sedano,
parmigiano reggiano grattugiato, sale e pepe quanto basta.
Esecuzione
In una bella padella capace rosolate in
dieci cucchiai d'olio d'oliva extravergine un trito composto dalla
cipolla, sedano e carota. Unite il prosciutto crudo a dadini, sfumate
col vino rosso e poi aggiungete i pomodori, il sale e il pepe.
Il sugo deve cuocere almeno per mezz'ora
abbondante prima a pentola coperta e negli ultimi minuti a pentola
scoperta.
Intanto fate cuocere i bucatini in
abbondante acqua salata e scolate al dente, quindi saltate i bucatini
nella padella contenente il sugo e mantecate il tutto con abbondante
formaggio grattugiato.
Nota
Potete anche usare altri tipi di pasta:
tagliatelle, spaghettoni, spaghetti e anche linguine oppure penne, mezze
penne, maccheroncini o paccheri.
La zuppa di soffritto è un prodotto tipico
campano. Viene preparata con frattaglie di maiale condite con conserva
di pomodoro, abbondante peperoncino piccante, ed altri aromi, tra cui
l'alloro. Si consuma o come zuppa, servita calda su freselle, o anche
come condimento per la pasta. Viene venduta in macellerie tipiche,
soprattutto nel centro storico di Napoli, ma anche nei dintorni della
città.
Qui a Nord dove vivo non riesco a trovarlo
per cui periodicamente, quando vado a Napoli, mi avventuro in una delle
macellerie del centro storico, mi faccio preparare una decina di
vaschette che ripongo nel freezer pronte per utilizzarle per condire i
bucatini. Ma se avete una voglia irrefrenabile e la scorta è finita ecco
la ricetta per prepararlo a casa vostra.
Ingredienti
per preparare il soffritto: un chilo e
mezzo di frattaglie di maiale ovvero polmone, trachea, cuore e milza
(recatevi dal vostro macellaio di fiducia), 4 cucchiai di concentrato di
pomodoro, un chilogrammo di passata di pomodoro, un decilitro d'olio
d'oliva extravergine, 150 grammi di sugna, 2 peperoncini forti, 2
peperoni dolci a tocchetti (a piacere, io li aggiungo), 4 foglie di
lauro (alloro), un rametto di rosmarino, sale quanto basta.
Esecuzione
Lavate bene le frattaglie di maiale,
tagliatele a piccoli pezzi e tenetele per un paio d'ore in acqua fresca
che cambierete di tanto in tanto fino a quando non apparirà più
arrossata di sangue. Sgocciolate allora e asciugate accuratamente tutti
i pezzi di carne. In una pentola capace e larga di fondo, fate
riscaldare la sugna e l'olio e poi aggiungetevi le frattaglia che farete
rosolare a fuoco vivace. Essiccato il liquido e rosolata la carne
aggiungete la conserva diluita con un po’ d'acqua, l'alloro, il
rosmarino, il peperoncino e il sale. Diminuite la fiamma, lasciate
cuocere per 4 o 5 minuti e, infine, versatevi un po' d'acqua. La cottura
deve durare un paio d'ore. Il sugo non deve essere troppo denso e
quindi, aggiungete se lo è altra acqua.
Una volta preparata la "Zuppa di
soffritto" la potete utilizzare come condimento di "freselle" o pane
bruschettato oppure come condimento per bucatini o spaghetti.
In ogni caso (soffritto comprato dal
macellaio oppure soffritto preparato da voi) secondo me il modo migliore
è quello di servirli con i bucatini.
Nota
Su questa pasta non va assolutamente il
formaggio e vista la particolare "forza" vi consiglio del vino rosso di
Gragnano (Napoli) a temperatura ambiente per mitigare, in parte, il
forte sapore del peperoncino che comunque non può mancare. Sempre
parlando del vino ecco le sue caratteristiche: è ottenuto
dall'unificazione di vari vitigni a bacca rosso: sciascinoso, piedirosso,
aglianico ed altre varietà.
Viene coltivato nei comuni di Gragnano,
Pimonte, Castellammare ed Agerola. Il Gragnano per il suo carattere
vivace risulta un vino molto versatile ed è solitamente frizzantino. A
proposito delle sue bollicine, Toto' diceva:" se pizzica lo prendi se
non pizzica desisti". Da questa autorevole dichiarazione si può evincere
quale sia il Gragnano D.O.C.
Per tornare al soffritto, vi assicuro che
la prima volta che mi hanno parlato degli ingredienti ho storto la
bocca. Sbagliavo fortemente.
E’ un piatto primaverile molto delicato
che si cucina in quindici minuti.
Ingredienti
per 2 persone: 150 grammi di farfalle, 50
grammi di prosciutto cotto tagliato a dadini piccolissimi, 2 cipolline
novelle (tagliate a fettine sottilissime), 2 patate novelle, 100 grammi
di pisellini freschi, un cucchiaio di prezzemolo tritato, 4 cucchiai di
olio d'oliva extravergine toscano, 25 grammi di parmigiano reggiano a
scagliette, 25 grammi di burro, un pizzico di pepe bianco, due fette di
pane toscano.
Esecuzione
In una padella mettete quattro cucchiai di
olio extravergine, i dadini di prosciutto cotto, le cipolline novelle
tagliate finemente, i pisellini freschi e le patate tagliate a rondelle
sottilissime. Cuocete per cinque minuti, aggiungete poi il burro, fatelo
sciogliere e cuocete ancora per altri dieci minuti a fiamma molto bassa
aggiungendo un cucchiaio di acqua di cottura della pasta.
Contemporaneamente, in abbondante acqua
salata, cuocete 150 grammi di farfalle al dente.
A fine cottura (concertate le due fasi)
scolate la pasta e versatela nella padella, aggiungete un cucchiaio di
acqua di cottura della pasta, e mantecatela col parmigiano a scaglie, il
prezzemolo tritato e un pizzico di pepe bianco.
Servite accompagnando ogni piatto con una
fetta di pane toscano condito con olio d'oliva extravergine toscano.
Come vino d’accompagnamento un Sauvignon
bianco del Friuli o dell’Alto Adige serviti ambedue tra i 10-12 ° C.
Nota
Per i vegetariani esiste una versione più
leggera: basta escludere dalla ricetta il prosciutto.
E’ un piatto ricco, ma non complicato
nell'esecuzione, che si racconta però fosse molto amato dal sovrano
borbonico Ferdinando II al cui ciambellano Gennaro Spadaccini si deve
l'invenzione della forchetta a quattro rebbi, che permise di servire i
maccheroni ai pranzi di corte; la ricetta è ottima con qualsiasi tipo di
pasta, ma sarebbe più opportuno eseguirla con fettuccine fatta in casa.
Ingredienti
per 6 persone: 600 grammi di fettuccine
(all'uovo), un chilogrammo di pomodori freschi tipo San Marzano o Roma o
altro, quattro peperoncini verdi dolci, 150 grammi di prosciutto crudo
tagliato a listarelle (come fossero delle fettuccine), 200 grammi di
mozzarella in piccoli cubetti, 100 grammi di ricotta fresca di pecora,
100 grammi di burro, 100 grammi di formaggio grattugiato (meglio il
parmigiano), basilico in abbondanza (come se piovesse), 6 cucchiai
d'olio d'oliva extravergine, sale e pepe quanto basta.
Esecuzione
Preparate in una padella larga e capace
una buona salsa di pomodoro fresco soffriggendo a fiamma molto bassa il
prosciutto crudo a listarelle con due cucchiai d'olio e il burro,
aggiungete poi i pomodori pelati. Cuocete per circa un quarto d'ora ed
infine spolverate con almeno 10 foglie di basilico spezzettato a mano.
In una padellina ed in un velo d'olio
friggete per circa 5 minuti a fiamma bassa quattro peperoncini verdi
dolci privati dei semi.
Nel frattempo lessate le fettuccine
in abbondante acqua bollente salata.
Scolatele, nella padella contenente il sugo,
e unite la mozzarella tagliata a piccoli dadini, la ricotta, i quattro
peperoncini verdi dolci e il cacio grattugiato; mescolate il tutto e
servite.
Come vino d’accompagnamento proporrei un
bianco abruzzese: il Pecorino servito molto freddo 10 °C.
Nota
Qualora vorreste usare una pasta fatta in
casa occorrerà preparare un sodo impasto con 6 etti di farina, 6 uova,
un pizzico di sale e pochissimo olio; dopo aver fatto riposare sulla
spianatoia l'impasto per un'ora, tirate con il matterello una sfoglia
sottile di 1/2 cm. di spessore, piegatela più volte su se stessa e con
un coltello affilato trinciate le tagliatelle larghe poco meno di 1 cm.
Scuotetele per farle aprire e lessatele in abbondante acqua salata, ma
per brevissimo tempo: la pasta fresca non ha bisogno di lunga cottura.
Un piatto che ho scoperto a Urbino a cena
a casa di alcuni amici conosciuti ad un convegno universitario. E'
l'unica cosa che ricordo di quel convegno: "Le fettuccine con le noci".
Ingredienti
per 4 persone: 300 grammi di fettuccine
(ma vanno bene anche le tagliatelle non all'uovo, le pennette, le mezze
penne, le linguine, ecc), 250 grammi di noci sgusciate, 50 grammi di
burro, 1 cucchiaio di farina, 1/2 bicchiere di latte, 50 grammi di
parmigiano, sale e pepe bianco quanto basta, un cucchiaio di prezzemolo
tritato.
Esecuzione
Pestate le noci sgusciate in un mortaio
finché saranno ridotte in un purè denso e untuoso
In una padella sciogliete il burro,
aggiungete un cucchiaino di farina e stemperatelo ben bene, unite il
latte e portatelo quasi all'ebollizione, unite metà del parmigiano
grattugiato e infine il purè di noci. Mescolate in continuazione senza
mai portare la crema ad ebollizione, aggiustate di sale e di pepe
(meglio il bianco). Nel frattempo fate cuocere le fettuccine in acqua
bollente salata, scolatele e versatele nella crema di noci mantecandole
con l'altra parte del parmigiano grattugiato e il prezzemolo tritato.
Fate le porzioni e servitele immediatamente.
Come accompagnamento proporrei una
“bollicina”: un Prosecco di Valdobbiadene (Treviso) servito molto
freddo.
Nota
Il sapore che alla fine ricorderete per
sempre è quello delle noci imburrate.
E' un piatto essenzialmente estivo che va
servito freddo.
Ingredienti
per 6 persone: 600 grammi di fusilli, 6
spicchi d'aglio, 6 pomodori maturi, 100 grammi di mandorle sgusciate, un
bel mazzo di basilico, 50 grammi di pecorino grattugiato sale quanto
basta, un peperoncino fresco semipiccante, olio di oliva extravergine.
Esecuzione
Mettete in un mortaio l'aglio e il
basilico con un po' di sale e pestate a lungo fino ad ottenere una vera
e propria crema. Dopo avere spellato il pomodoro e privato dei semi
aggiungerlo al composto, quindi proseguite con il pepe le mandorle e
l'olio fino ad ottenere un composto omogeneo.
Lessate la pasta. Appena è cotta,
scolatela e versatela in una zuppiera rimescolando bene con il pesto e
aggiungendo infine un pecorino (non molto aggressivo) grattugiato.
Come vino d’accompagnamento consiglierei
uno Chardonnay siciliano bevuto a 10 °C.
Nota
Volendo potete sostituire il pecorino con
della ricotta salata.
Un tipico piatto del Veneto. Un ottimo
bilanciamento degli ingredienti per un sapore delicato che vi piacerà
sicuramente.
Ingredienti
per 4 persone: 400 grammi di gnocchetti
freschi, 200 grammi di polpa di granchio al naturale, 125 grammi di
panna liquida, 2 scalogni, un rametto di prezzemolo, mezzo bicchiere di
vino bianco secco, 50 grammi di burro, pepe bianco una spolverata, sale
quanto basta.
Esecuzione
Fate bollire l’acqua per gli gnocchi e
salatela. Spolpate il granchio. Sbucciate gli scalogni, affettateli
finemente e rosolateli in tegame capace con del burro, per 5 minuti,
mescolando. Sminuzzate la polpa di granchio e unitela agli scalogni
insieme al prezzemolo tritato finemente. Irrorate con il vino bianco e
cuocete fino a che non è sfumato del tutto. Completate la cottura con la
panna, salate e pepate. Lasciate insaporire sul fuoco ancora 2 minuti.
Cuocete gli gnocchi. Trasferiteli quindi,
dopo averli ben sgocciolati, nel tegame e mantecateli con il sugo di
granchio. Servite su un piatto da portata ovale guarnendo con qualche
rametto di prezzemolo.
Nota
Come vino consigliamo delle "bollicine":
un ottimo Prosecco delle colline di Valdobbiadene o dei colli
Coneglianesi (Treviso).
Ingredienti
per 5-6 persone: 400 grammi di gnocchetti
freschi (per la preparazione 1 chilogrammo di patate, 300 grammi di
farina, sale quanto basta).
Per il sugo: 2 salsicce sbriciolate, 200
gr macinata di manzo, 200 gr macinata di maiale, un porro, una carota,
una cipolla, una costa di sedano, 2 mestoli di brodo di carne o
vegetale, un cucchiaio di concentrato di pomodoro, 250 grammi di passata
di pomodoro, un bicchiere di vino bianco (o rosso), una noce di burro, 2
spicchi d'aglio, un rametto di rosmarino, olio, sale, pepe (o
peperoncino).
Esecuzione
Prepariamo gli gnocchetti: dopo aver
lavato le patate e averle lessate con la buccia, in acqua fredda e poi
portata a bollore, sbucciatele e passatele ancora calde allo
schiacciapatate su un tavolo, o una base di lavoro infarinata. Salate
moderatamente e aggiungete la farina necessaria, dovrete ottenere un
composto soffice, ma compatto. Impastare bene gli ingredienti in modo da
non trovare grumi o residui di farina. Appena ottenuto un impasto
omogeneo, sulla vostra base di lavoro infarinata, ricavate da esso tanti
filoni con uno spessore di circa due centimetri. Con un coltello o una
spatola tagliate i filoni in pezzetti lunghi circa 2.5 cm, spostateli o
sul vostro tavolo da lavoro o su un vassoio sempre infarinato. Potete
anche modellarli in modo diverso, a seconda della riga o del quadretto
gli gnocchi assorbiranno più condimento. Per la cottura tuffateli in
abbondante acqua bollente salata e scolateli con un ragno o una
schiumarola quando gli gnocchi saranno a galla.
Prepariamo il sugo alla bolognese: Tritate
finemente la carota, il sedano, il porro e la cipolla. In un pentola
fate sciogliere una noce di burro insieme a dell'olio e soffriggete il
trito di aglio e rosmarino.
Quando l'aglio è imbiondito unite le carni
macinate e fate rosolare per qualche minuto. Quando la carne ha preso
colore, sfumare con il vino e lasciate evaporare.
A questo punto mettete il trito delle
verdure (porro, cipolla, sedano, carota) e cuocete per 20 minuti fino a
quando le verdure non sono ben brasate.
Unite la passata di pomodoro, il
concentrato di pomodoro ed un mestolo di brodo (vegetale o di dado)
bollente. Cuocete per circa un’ora e 30 minuti, mescolando ogni tanto e
unendo brodo bollente se il ragù si dovesse asciugare troppo. Salate e
pepate solo alla fine. Il ragù deve risultare abbastanza denso.
Col ragù potrete condire qualsiasi tipo di
pasta. Nell'ordine: le tagliatelle, le pappardelle, gli gnocchi, gli
spaghetti, i rigatoni, le penne e le mezze penne. Volendo anche dei
maltagliati fatti in casa.
Nota
Per avere un gusto più uniforme, prima di
"impiattare", mantecate in una padella capace il sugo con gli gnocchi
aggiungendo se occorre del formaggio grattugiato e una noce di burro.
Ingredienti
per 4 persone: 500 grammi di gnocchetti
(meglio se fatti in casa), 10 decilitri di latte (circa mezzo bicchiere
di latte), 50 grammi di gorgonzola (anche quello al mascarpone per
coloro che vogliono un gusto più delicato), 500 grammi di funghi
pioppini, un cucchiaio di prezzemolo fresco tritato, sale, olio d'oliva
extravergine, 1 spicchio d'aglio, 1/2 bicchiere di vino bianco, un
bicchiere d'acqua.
Esecuzione
In una padella, fate rosolare i funghi
mondati con uno spicchio d'aglio e olio d'oliva extravergine per circa
cinque minuti. Se volete potete ora togliere l'aglio. Salate. Sfumate
con il vino bianco e lasciate cuocere per altri 5 minuti a fuoco
moderato. Aggiungete poi l'acqua (o un po' di brodo di dado o vegetale),
una spolverata di prezzemolo, e coprite, abbassando la fiamma al minimo.
Lasciate cuocere per un'atra diecina di minuti.
In un pentolino, scaldate il latte, senza
farlo bollire, unite il burro, poi aggiungete il gorgonzola. Una volta
ben caldo, togliete dal fuoco e girate di tanto in tanto finché il
gorgonzola non si è completamente sciolto.
Cuocete gli gnocchetti in abbondante acqua
salata e scolateli man mano che vengono a galla. Mantecateli in un
padellone con la crema al gorgonzola e i funghi per pochi minuti.
"Impiattate" e aggiungete una spolverata
di prezzemolo tritato fresco.
Buon appetito!
Piatto gustoso e semplice con due
ingredienti fondamentali: gli gnocchetti di patate e il sugo di pomodoro
al basilico.
Ingredienti
per 4 persone: 400 grammi di gnocchetti
freschi (fatti in casa o comprati dalla pastaia), 500 grammi di passata
di pomodoro (va bene anche quella non fatta in casa purché sia di buona
qualità), 2 spicchi d'aglio, otto foglie di basilico, 100 grammi di
parmigiano grattugiato, sale e pepe quanto basta.
Esecuzione
In una padella mettete il fondo d'olio e
lascate sfrigolare fino ad imbiondimento due spicchi d'aglio (l'aglio se
non vi piace potete anche toglierlo), aggiungete la passata di pomodoro
e cuocete per 15-20 minuti. Alla fine aggiungete le foglie di basilico.
Nel frattempo cuocete gli gnocchi:
basteranno pochi minuti.
Con una schiumarola raccogliete man mano
gli gnocchetti cotti, scolateli e versateli nella padella dove c'è il
sugo.
Saltateli in padella spolverando con il
formaggio grattugiato e del pepe macinato.
Impiatatte e servite caldissimo.
Nota
Un variante consiste nell'aggiungere nel
momento della "mantecatura in padella" dei dadini di mozzarella.
Un classico piatto della cucina italiana,
amato a tutte le età. Esistono varie ricette, ma questa è quella Marco
Paparozzi (romano). A molti questo nome non dirà molto. L'ho conosciuto
tanti anni fa a Caserta quando facevo il militare e mi ha insegnato
oltre a fare gli gnocchi al semolino a conoscere la discografia di Joe
Pass un grandissimo chitarrista Jazz.
Ingredienti
per 4 persone: un litro di latte, 200
grammi di semolino, 2 uova (solo le rosse), 50 grammi di burro, 50
grammi di parmigiano grattugiato, sale e pepe (eventuale se piace)
quanto basta.
Esecuzione
Portate a ebollizione un litro di latte e
sale, versarvi lentamente a pioggia 200 grammi di semolino. Lasciate
cuocere per circa 10 minuti, sempre mescolando. Poi togliete dal fuoco e
aggiungere 2 tuorli e mescolate. Versate il composto su un ripiano unto
d’olio e livellatelo allo spessore di circa 1 cm. Quando sarà freddo
tagliatelo a dischetti mediante un bicchierino con l’orlo cosparso di
farina. Disponete i dischetti accavallati su una teglia unta di burro.
Coprire il tutto con fiocchetti di burro e parmigiano grattugiato e
cuocere per 15 minuti in forno a 180° C.
Nota
Come accompagnamento vi consiglio un vino
bianco del Veneto che da il meglio di se con uova e formaggi: il Soave
servito a 10-12° C.
Insalata di pasta alla
sorrentina

Ecco una meravigliosa insalata
freschissima da mangiare nelle serate estive. L'idea mi è venuta
guardando una ricetta in rete. La ricetta l'ho rielaborata ed ecco il
risultato. La foto è l'istantanea di un frame del video trovato in rete.
Strabuona.
Ingredienti
Pre 4 persone:
320 grammi di farfalle o mezze penne,
200 grammi di tonno sott'olio,
200 grammi di mozzarelline ciliegine,
10 pomodorini ciliegino tagliati a metà,
1 peperone giallo tagliuzzato finemente,
1 cucchiaio di olive nere denocciolate,
1 cucchiaio di capperi dissalati,
16 foglie di basilico spezzettate a mano,
olio d'oliva extravergine quanto basta,
sale e pepe quanto basta.
Esecuzione
Lavate il peperone e tagliatelo a pezzettini, lavate i pomodori e
tagliateli in piccoli quarti (metà della metà), denocciolate le olive,
dissalate i capperi. Iniziate a cuocere le farfalle. Quando sono al
dente scolatele e mettetele sotto l'acqua fredda corrente per bloccare
la cottura. In una ciotola bella e capiente mettete l'olio del tonno,
aggiungete i pomodori tagliati in quarti e salateli, aggiungete un po'
di pepe o del peperoncino fresco semipiccante. Aggiungete i peperoni
tagliati a pezzettini e salateli. Aggiungete il basilico. Mescolate il
tutto. Aggiungete la pasta e mescolate. Unite quindi le olive, i
capperi, il tonno e le ciliegine di mozzarella tagliate a metà.
Amalgamate il tutto e aggiungiamo un filo d'olio d'oliva extravergine.
Lasciate riposare in frigo per almeno mezz'ora e quindi servite.
Nota
Come vino un grande Campanaro dei Feudi di San Gregorio servito molto
freddo (10° C).
Tradizionale primo piatto emiliano, ormai
noto in tutto il mondo, molto ricco di grassi, proteine e anche
ipercalorico ma molto gustoso, imperdibile! Ci sono degli scritti che
testimoniano come di una specie di lasagne anche se non con le
caratteristiche di oggi (ad esempio nel 1200 il pomodoro in Italia non
era noto) si parlasse già intorno al 1200. La realizzazione di questa
ricetta si deve nel corso del tempo alla laboriosità e fantasia delle
donne emiliane, maestre nel tirare la sfoglia e realizzare tante e
ottime paste fresche da condire poi con ragù eccellenti.
Ingredienti
per 6 persone: 500 grammi di lasagne
fresche, 80 grammi di pancetta, 200 grammi di lonza di maiale tritata,
200 grammi di polpa di manzo tritata, 80 grammi di prosciutto crudo in
una sola fetta, 120 grammi di salsiccia, 2 cipollotti freschi, una
carota, una costa di sedano, 400 grammi di pomodori pelati, un bicchiere
di vino rosso, 200 ml di brodo vegetale, 4 cucchiai d'Olio extravergine
d'oliva, 70 grammi di Burro, 200 grammi di parmigiano Reggiano
grattugiato, sale e pepe quanto basta.
Per la besciamella:
60 grammi di farina, 60 grammi di burro, 600 ml di latte, un pizzico di
noce moscata, sale e pepe quanto basta.
Esecuzione
Spellate e sbriciolate la salsiccia.
Tritate il prosciutto crudo. Passate i pelati al passaverdura. Preparate
del brodo vegetale (con una carota, una cipolla, una costa di sedano, 2
litri d'acqua e un pizzico di sale grosso).
Preparate il sugo così:
fate un trito con cipolle, carote, sedano e pancetta. Versatelo in una
casseruola insieme a 2 cucchiai di olio e 30 grammi di burro. Fatelo
soffriggere qualche minuto e poi aggiungete la salsiccia, il prosciutto
e la carne. Fate rosolare il tutto per pochi minuti su fiamma viva,
aggiungete il vino rosso e fatelo evaporare sempre su fiamma viva. A
questo punto aggiungere i pelati, il brodo, abbassate molto la fiamma,
regolate di sale e pepe, e proseguite la cottura a pentola semicoperta
per circa 3 ore, mescolando di tanto in tanto. Bagnate con altro brodo,
se necessario.
Cottura della pasta:
nel frattempo cuocete la pasta a meno che non si scelga la qualità secca
che non necessita di cottura prima di essere infornata. In questo caso
stabilite la giusta quantità in base alle indicazioni sulla confezione.
Cuocete pochi rettangoli alla volta in abbondante acqua salata con 2
cucchiai di olio. L'aggiunta di olio garantisce che i rettangoli di
pasta non si incollino fra di loro. Prelevate la pasta con palette
forate, immergetela subito in acqua fredda per fermare la cottura e
stendetela su un canovaccio per farla asciugare.
Preparate la besciamella così:
mettete il burro in una casseruola e fatelo sciogliere a calore
moderato, versate in un'unica soluzione tutta la farina necessaria fino
ad ottenere un composto omogeneo che non deve scurire, versate il latte
e mescolate in continuazione per evitare la formazione di grumi e
portate ad ebollizione, aggiungete il sale, il pepe (se volete) e la
noce moscata, continuate la cottura a fuoco lento per circa 10-12
minuti.
Organizzate la cottura in forno
così: preriscaldate il forno a 180°C.
Imburrare una teglia rettangolare profonda. Foderate il fondo con delle
lasagne, coprite con qualche cucchiaio di besciamella, distribuite un
po' di ragù e spolverizzate con il Parmigiano. Coprite il tutto con
altra pasta e continuate così fino ad esaurire tutti gli ingredienti.
Terminate con uno strato sottile di besciamella mescolata a del ragù,
spolverizzate con altro parmigiano e qualche fiocchetto di burro.
Infornate per circa 30 minuti o fino a quando la superficie delle
lasagne non forma una crosticina dorata. Togliete dal forno, aspettare
5-10 minuti e servire direttamente nella teglia.
Nota
Accompagnate le lasagne con un Sangiovese
di Romagna a temperatura ambiente (della cantina) 18°C.
La qualità di questo piatto è legata alla
qualità della murena e alla sua freschezza. Certo che fare questo piatto
in vacanza nelle Isole Eolie con un carissimo amico che vi pesca una
murena e ve la pulisce è un altro paio di maniche. A questo proposito
ringrazio ancora il mio fraterno amico Donato per le murene che ha
pescato nell'estate del 1976.
Ingredienti
per 4 persone: una murena di circa un
chilogrammo tagliata a tranci (non ha importanza se siete alle Eolie
basta trovare una buona pescheria), 8 cucchiai di olio d'oliva
extravergine, un peperoncino rosso fresco semipiccante, 400 grammi di
pomodorini tipo ciliegino, un cucchiaio di prezzemolo tritato finemente,
sale quanto basta.
Esecuzione
Munitevi di una padella ampia, mettete un
fondo d'olio e soffriggete l'aglio e il peperoncino tagliato a rondelle.
Aggiungete la murena tagliata a pezzetti e poi sfumate con 1/2 bicchiere
di Vino bianco (una Malvasia di Lipari è l'ideale ma va bene anche
qualsiasi altro vino bianco purché sia buono). Cuocete con padella
coperta. Aggiungete un mestolo d'acqua calda e controllare sempre che
non manchino liquidi, dato la cottura prolungata (eventualmente
allungate con dell'acqua calda). Dopo un bel po' di tempo (anche 40
minuti) spellate e sfilacciate i pezzetti del pesce, aggiungete i
pomodorini e fate andare ancora, sempre tenendo sotto controllo che non
si asciughi il sughetto. Non spaventatevi dei tempi di cottura così
lunghi, fatti con il gas al minimo, questo pesce come il grongo deve
essere cotto a lungo per dare il meglio. Quando il sugo è pronto, e la
murena è morbidissima, versate le linguine (che intanto avrete cotto al
dente e scolato) nel sugo spolverando con il prezzemolo tritato. Fate le
porzioni e servite in tavola.
Nota
Vi propongo tre possibili vini
d'accompagnamento, scegliete liberamente tra: una Malvasia del Collio
(Udine) oppure una Malvasia di Sardegna o un San Severo Bianco (Foggia).
Se questa proposta non vi soddisfa oppure fate fatica a procuravi tali
vini, ripiegate (si fa per dire) sui classici: Lugana (Brescia), Greco
di Tufo e Fiano delle colline Avellinesi e Frassitelli in purezza
d'Ischia.
La regina dei crostacei si tuffa in una
salsa con le linguine. Un'accoppiata di colori e di sapori veramente
unica.
Provate questa ricetta veramente molto
semplice. Penso che la ripeterete più e più volte.
Ingredienti
per 4 persone: 400 grammi di linguine,
un'aragosta da un chilo circa, una cipolla, 2 pomodori maturi piuttosto
grandi, 1/2 bicchiere di vino bianco secco, 8 cucchiai di olio d'oliva
extravergine, 50 g di burro, un cucchiaio di prezzemolo tritato, sale e
pepe quanto basta.
Esecuzione
Lavate bene l'aragosta, poi mettetela in
una pentola capiente con abbondante acqua salata. Fatela bollire 5
minuti, quindi scolatela lasciando da parte almeno un litro dell'acqua
di cottura (che può tornare sempre utile). Tagliate il carapace ed
estraete la polpa. A parte in una padella con l’olio e il burro fate
soffriggere la cipolla tagliata sottilissima con l’apposito attrezzo (la
mandolina). Aggiungete i due pomodori tagliati a dadini molto piccoli,
salate e lasciate cuocere per 5 minuti circa. A questo punto unite
l'aragosta tagliata a pezzi piuttosto piccoli e bagnate con il vino.
Fate evaporare, aggiungete un mestolo dell'acqua di cottura
dell'aragosta e lasciate cuocere ancora per 20 minuti. Se il sugo tende
ad addensarsi troppo aggiungete a piccole dosi l'acqua nella quale avete
bollito l’aragosta. Cuocete le linguine in abbondante acqua salata,
scolateli al dente e "tuffatele" a insaporire nella padella del sugo
appena l'aragosta è cotta e il sugo è della consistenza che piace a voi.
Prima di servire cospargete il tutto con il prezzemolo finemente
tritato.
Nota
Come accompagnamento vi consiglio un gran
vino bianco strutturato: un Greco di Tufo dei colli Avellinesi (cantine
consigliate: Mastroberardino, Feudi di San Gregorio).
Ingredienti
per 4 persone: 300 grammi di linguine, 2
chilogrammi di frutti di mare a scelta (cozze, dette anche mitili o
muscoli o peoci, vongole, arselle, tartufi di mare, fasolari, o altre
varietà locali), 8 crostacei grandi a scelta tra gamberoni, scampi e
mazzancolle, 20 crostacei piccoli a scelta tra gamberetti e scampetti, 2
spicchi di aglio, 400 g. di pomodorini ben maturi, 6 cucchiai di olio
d’oliva extra vergine, una bella manciata di foglie di prezzemolo
tritate, sale quanto basta, una punta di peperoncino rosso piccante
(possibilmente fresco).
Esecuzione
Lavate i frutti di mare. Fateli aprire in
un tegame coperto senza aggiungere nulla, ogni qualità separata dalle
altre. Eliminate una parte delle valve e metteteli da parte. Filtrate il
liquido prodotto durante la cottura e versatelo sopra ai molluschi.
Ovviamente eliminate tutti i molluschi che non si fossero aperti.
Preferisco fare sempre questa precottura perché permette di controllare
con cura tutti i molluschi, evitando per esempio quelli pieni di sabbia.
Lavate i crostacei sotto l’acqua corrente,
ed eventualmente eliminate una parte dei filamenti e affini (per evitare
di ritrovarli nella salsa).
In una capace padella o tegame mettete
l’olio e gli spicchi di aglio schiacciati, fateli rosolare qualche
minuto e poi se non amate fortemente l’aglio toglieteli. Gettate i
pomodorini tagliati a metà (o in quarti) e fateli cuocere 3 o 4 minuti a
fuoco molto vivo. Poi unite i crostacei, e cuoceteli 5 minuti. Unite
infine il peperoncino piccante, e i molluschi con parte della loro acqua
di cottura. Cuocete ancora qualche minuto mescolando per farli
insaporire nel sughetto. Aggiustate di sale (ma attenzione che l’acqua
dei molluschi è già salata).
Nel frattempo, mettete a cuocere la pasta
in abbondante acqua salata.
Togliete i crostacei ed i frutti di mare
più grandi dal sugo. Scolate la pasta e fatela saltare nella padella con
il sugo, dopo aver spolverato con il prezzemolo tritato.
Distribuite la pasta in quattro piatti,
completate con un filo di olio crudo, e deponetevi sopra i frutti di
mare e i crostacei che avevate tolto dal sugo. Servite subito.
Nota
Come accompagnamento un gran vino bianco
strutturato: un Greco di Tufo dei colli Avellinesi.
La prima volta che ho mangiato questo
piatto mi trovavo a Marina di Pisciotta nel cuore del Cilento. Il
ristorante era molto modesto, alla buona, ma i piatti erano squisiti. Da
quella sera e per tutta la vacanza almeno ogni due giorni ero la a
mangiare "Linguine col pesto di olive". Poi ho imparato a farlo e ve lo
propongo.
Ingredienti
per 4 persone: 300 grammi di linguine di
Gragnano, 20 foglie basilico, 3 rametti di prezzemolo, 10 foglie di
menta, un peperoncino rosso fresco mediamente piccante, una manciata
pinoli, 200 grammi di olive tostate di Ferrandina, 1/2 bicchiere di olio
d'oliva extravergine, sale e pepe quanto basta.
Esecuzione
Frullate in un frullatore ad immersione il
basilico, la menta, i pinoli, il prezzemolo, il peperoncino rosso, le
olive denocciolate, aggiungete sale e pepe e a filo l'olio d'oliva
extravergine.
Nel frattempo cuocete le linguine al dente
e scolatele, mettetele poi in una terrina aggiungendo il pesto alle
olive che avete appena preparato. Mescolate aggiungendo un paio di
cucchiaio dell'acqua di cottura delle linguine. Fate le porzioni e
servite ben caldo.
Nota
Come accompagnamento un vino bianco
siciliano: uno Chardonnay oppure un Cirò serviti a 10-12°C.
La Gallinella è un pesce di mare, molto
comune nel Mediterraneo, nell'Atlantico e nel Mare del Nord. Ha una
testa piuttosto caratteristica, larga, con la bocca molto grande e gli
occhi piccoli. Ha corpo medio-piccolo, slanciato, di forma affusolata,
con ampie pinne a forma di ventaglio. E' priva di squame ed ha un
caratteristico colore bruno rossiccio tendente all'arancione, biancastro
sul ventre. Le dimensioni sono generalmente di 15-20 centimetri. Ha una
carne bianca, molto saporita, adatta particolarmente per gli umidi, i
sughetti o le zuppe di pesce. Viene in genere commercializzata fresca.
E' anche conosciuta con il nome di Mazzola, Capone o Coccio (questo è il
nome che danno i Napoletani).
Ingredienti
per 4 persone: 320 grammi di linguine, un
chilo di pesce gallinella, 2 scalogni, 4 pomodori ramati, 1/2 bicchiere
di vino bianco secco, una manciata di olive di Gaeta o taggiasche, un
porro, un cucchiaio di prezzemolo tritato finemente, una foglia di
alloro, una costa di sedano, sale e pepe nero in grani quanto basta.
Esecuzione
Fatevi sfilettare dal pescivendolo la
gallinella (o le gallinelle), chiedendogli di conservarvi la testa e la
carcassa.
Tagliate la polpa della gallinella a dadi
e tenetela da parte in frigo.
Preparate un fumetto di pesce in questo
modo: mettete a soffriggere, in pochissimo olio, il porro tritato,
qualche gambo di prezzemolo, l’alloro, il sedano tagliato a pezzetti.
Unite la testa e la carcassa del pesce e lasciate insaporire, sfumate
con mezzo calice di vino bianco secco, unite tanta acqua calda fino a
coprire il tutto. Lasciate sobbollire per una quindicina di minuti poi
filtrate con un colino a maglie fitte, premendo con un cucchiaio di
legno per estrarre tutti i succhi profumati.
In un largo tegame versate un po’ d’olio
extravergine, lasciatelo scaldare, unite il trito di scalogno e fate
soffriggere dolcemente per cinque minuti. Unite la polpa della
gallinella, fatela appena scottare, sfumate con poco vino bianco secco,
salate ed estraetela dal tegame. Nel fondo rimasto mettete i pomodori,
precedentemente scottati, spellati e tagliati a dadini e lasciateli
insaporire per una decina di minuti, allungando la preparazione con il
fondo preparato. Salate, pepate e aggiungete i dadini di pesce e le
olive. Nel frattempo, mettete a cuocere la pasta in acqua bollente
salata, scolatela ancora al dente e versatela nel tegame del sugo. Fate
insaporire per un paio di minuti, unendo un po’ di fumetto. Versate nel
piatto di portata e decorate con un po’ di prezzemolo tritato.
Nota
Col fumetto che vi avanza (e con un po' di
polpa che avrete messo da parte), il giorno dopo, potrete fare un
risottino al fumetto di gallinella.
La prima volta che ho visto fare questo
piatto, il mio amico Donato aveva sostituito, nella ricetta della
carbonara, il guanciale con le zucchine fritte. Il piatto era
delizioso. In questo ricetta, molto simile a quella di Donato c'è
l'utilizzo di più verdure che aggiungono aromi e croccantezza. E' un
ottimo piatto per il pranzo della domenica.
Ingredienti
per 4 persone: 350 grammi di linguine, 2
zucchine lunghe grandi (senza semi), 2 carote, 2 porri, una cipolla
bianca grande, 4 foglie di verza tagliate a striscioline, un ciuffo di
prezzemolo, 8 cucchiai d'olio d'oliva extravergine, 4 tuorli d'uovo,
un'idea di noce moscata, sale quanto basta, pepe nero in abbondanza, 4
cucchiai di parmigiano grattugiato, 50 grammi di burro.
Esecuzione
Mondate, lavate e tagliate a rondelle 2
carote e 2 zucchine grandi, la parte bianca di 2 porro, 4 foglie di
verza a striscioline, una cipolla bianca grande a spicchi molto sottili.
Saltate le verdure con olio extravergine di oliva per 5 minuti, poi
aggiustare di sale e stufatele coperte per 15 minuti. Cuocere le
linguine e intanto sbattete in una terrina 4 tuorli con noce moscata,
sale e pepe nero in grande quantità.
Mettete sul fuoco (a fiamma media) una
padella (antiaderente) bella larga e capiente e in essa unite pasta, le
verdure, il contenuto della terrina con le uova, 4 cucchiai di
parmigiano e 50 grammi di burro e il prezzemolo tritato finemente.
Saltate e mantecate per qualche minuto a fuoco basso. Spegnete. Fate le
razioni e servite ben caldo.
Nota
Come accompagnamento uno Chardonnay oppure
un Cirò serviti a 10-12°C.
A chi piace la cipolla e vuole gustare il
sapore della "genovese" senza carne deve provare questa ricetta. Questo
è un piatto povero che appartiene alla cultura popolare.
Ingredienti
per 4 persone: 300 grammi di linguine (ma
possono anche andare bene i bucatini, le pennette o le mezze penne), un
chilo e mezzo di cipolle (bianche o quelle con la buccia color ambra),
100 grammi di sugna (se non avete la sugna mettete 50 grammi di burro e
otto cucchiai d'olio d'oliva extravergine), 50 grammi di dadini di
lardo, 100 grammi di formaggio grattugiato (parmigiano o pecorino a
secondo dei gusti), sale e pepe quanto basta.
Esecuzione
Pelate e lavate le cipolle e mettetele in
una bacinella d'acqua per almeno un'ora. Tagliate le cipolle in fettine
molto sottili.
In una padella antiaderente molto ampia
mettete la sugna e i dadini di lardo, appena la sugna si è sciolta e i
dadini si sono appena rosolati aggiungete le cipolle con un bicchiere
d'acqua (oppure un bicchiere di vino bianco secco), il sale e il pepe.
Coprite e fate cuocere a fuoco lento per almeno una mezz'ora. Togliete
il coperchio e girando spesso fate asciugare il sugo fino a quando non
avrà assunto un bel colore biondo.
Nel frattempo cuocete le linguine in
abbondante acqua salata. Scolate e versatele nella padella contenente il
sugo di cipolle. Mantecate la pasta e il sugo aggiungendo il formaggio
grattugiato insieme ad una manciata di pepe macinato.
Nota
Al posto delle linguine potete mettere
qualsiasi tipo di pasta, nell'ordine: penne, pennette, spaghetti,
bucatini, "paccheri", "ziti", "zitoni", rigatoni, maltagliati, fusilli,
ecc.
Il nome della ricetta descrive già i
sapori di questo piatto mediterraneo in ogni sua parte. E' un bel piatto
per la domenica.
Ingredienti
per 8 persone: 600 grammi di maccheroni
(mezzani) ma possono andare bene anche le penne e i paccheri, un
chilogrammo e mezzo di passata di pomodoro, 10 cucchiai d'olio d'oliva
extravergine, 150 grammi di parmigiano grattugiato, 4 spicchi d'aglio,
una grande quantità di foglie di basilico (almeno una ventina,
spezzettate a mano), sale e pepe quanto basta.
Esecuzione
In una grande padella mettete una decina
di cucchiai d'olio d'oliva extravergine e fate soffriggere gli spicchi
d'aglio (se volete in camicia oppure schiacciati). Quando l'aglio è
imbiondito (toglietelo se non vi piace) aggiungete il pomodoro e cuocete
per circa 20 minuti a pentola coperta, aggiustate di sale e
eventualmente di pepe. Spegnete la fiamma. Aggiungete il basilico e fate
riposare il sugo.
Nel frattempo cuocete al dente in
abbondante acqua salata i maccheroni. Scolateli e mescolateli col sugo
di pomodoro. Disponeteli quindi su una grande teglia (sul cui fondo
avrete messo un velo d'olio e pangrattato) e spolverate col formaggio
grattugiato. Infornate per 10 minuti in forno preriscaldato a 200° C.
Fate le razioni e servite.
Nota
Siccome la pasta ha una buona sapidità
conviene accompagnare il piatto con un vino bianco dotato di buona
struttura: un Pinot Grigio del Collio (Friuli) servito a 10°C.
Se avete problemi a procurarvi delle mezze
maniche utilizzate questa ricetta con altri tipi di pasta per voi più
facilmente reperibili: dalle mezze penne agli spaghetti tutte vi daranno
dei ottimi risultati.
Ingredienti
per 4 persone: 300 grammi di mezze maniche
o rigatoni o penne o mezze penne o maltagliati freschi fatti in casa o
comprati dalla pastaia (questi ultimi sono l'ideale), 4 carciofi (mamme
romane), 8 cucchiai di olio d'oliva extravergine, 25 grammi di burro,
una cipolla grande o 2 scalogni, 2 spicchi di aglio, brodo vegetale
sempre caldo, 4 cucchiai di formaggio grana grattugiato, un cucchiaio di
prezzemolo tritato, sale e pepe quanto basta.
Esecuzione
Lavate i carciofi, asciugateli e
tagliateli a spicchi molto sottili. Sbucciate l'aglio e schiacciatelo.
Mondate, lavate e tritate il prezzemolo. Mettete i carciofi in una
padella dove avete soffritto in 4 cucchiai di olio l'aglio, salateli,
pepateli e bagnateli con mezzo bicchiere di brodo. Cuocete i carciofi a
fiamma bassa e a padella coperta per almeno 15 minuti. A fine cottura
eliminate l'aglio. Nel frattempo mondate e tritate la cipolla e fatela
appassire in una casseruola con 4 cucchiai d'olio, aggiungete i carciofi
e regolate di sale. Aggiungete del brodo e cuocete le mezze maniche
nella stessa pentola dei carciofi (questa operazione prende il nome di
"risottare" ovvero trattare la pasta come se fosse riso e cuocerla di
conseguenza). Quando la pasta si è cotta e il brodo è stato quasi tutto
assorbito dalla pasta, aggiungete il burro, il formaggio grana
grattugiato e il trito di prezzemolo, mantecate bene, lasciate riposare
per qualche istante e servite.
Nota
Può darsi che l'operazione del "risottare"
non vi sia congeniale. Non c'è problema: aggiungete il brodo un po' per
volta. Vedrete che otterrete un piatto né troppo asciutto né troppo
liquido e il sapore vi assicuro sarà superiore a quello che otterreste
lessando la pasta a parte. Provate.
Mezzemaniche con polpo
alla genovese

La salsa Genovese (Genova non c'entra
niente ma è solo il cognome di colui che ha creato la ricetta) è famosa
a Napoli per accompagnare rigatoni e paccheri. La salsa si basa su due
ingredienti fondamentali: la carne e la cipolla in un rapporto 1 a 3.
Perché non provare a fare una genovese di polpo? Dopo il polpo affogato…
e il polpo alla luciana ecco un altro modo di mangiarlo.
Ingredienti
per 4 persone: 300 grammi di pasta formato
mezze maniche, 1/2 kg di polpo, due gambi di sedano, una carotina, 1
chilo e mezzo di cipolle, sale e pepe, olio extravergine d'oliva, 1
bicchiere di vino rosso.
Esecuzione
Pulite il polpo: aprire lateralmente la sacca del polpo ed eliminare le
interiora. Togliere occhi e bocca (io ne ho approfittato per farmelo
pulire dal pescivendolo).
Se non è stato battuto contro gli scogli al momento della pesca (la vedo
dura!), farlo adesso con un batticarne in modo da rompere le parti
fibrose e renderlo più tenero.
Poi lavatelo bene sotto acqua corrente.
Quindi tagliatelo a pezzi.
Tritate il sedano e le carote nel mixer.
Nel frattempo prendete una bella pentola, magari una di quelle di
coccio.. mettete il sedano e la carota tritati ad appassire con olio
sale e pepe, quindi aggiungete il polpo a pezzi.
Fatelo cuocere un po’ con carota e sedano, quindi aggiungete il
bicchiere di vino rosso.
Nel frattempo pulite e tagliate le cipolle a fettine, quindi
aggiungetele al polpo.
Coprire e lasciar cuocere per circa 1 ora e mezza.
Far restringere il sugo (almeno un'altra mezz'ora).
Nel frattempo cuocere la pasta in abbondante acqua salata, scolarla e
saltarla nel tegame con il polpo e le cipolle… quindi servire!
Nota
Il sapore ricorda un po’ il sapore della genovese di cipolle ma con un
retrogusto di pesce invece che di carne.
Buon appetito!
Un grandissimo bianco d'Ischia Biancolella in purezza servito a 10°C.
Mezze
maniche con ragù di calamari e alici fresche

Cosa c'è di meglio del pesce azzurro? E'
poco costoso e saporitissimo. Ecco cosa accade quando le alici
incontrano le mezze maniche di Gragnano.
Ingredienti
150 grammi di mezze maniche di Gragnano
2 calamari
300 grammi di alici
1 cipolla media
1 costa di sedano
1 spicchio d'aglio
1 punta di peperoncino
prezzemolo
basilico
filetti di pomodori San Marzano pelati a crudo
Esecuzione
Pulite il pesce e tagliate a tocchetti sia i calamari che le alici. In
una padellona mettete tre cucchiai d'olio d'oliva extravergine e fate
rosolare uno spicchio d'aglio e una punta di peperoncino. Quando l'aglio
si è imbiondito toglietelo insieme al peperoncino e aggiungete i
calamari. Scottateli per un minuto quindi sfumate con una spruzzata di
vino bianco secco. Aggiungete quindi la cipolla e il sedano e fateli
brasare per cinque minuti. Unite quindi i filetti di pomodoro. Cuocete
per circa cinque minuti. nel frattempo cuocete le mezze maniche al dente
e quando sono pronte scolatele e tuffatele nel sugo insieme ad un
mestolino di acqua di cottura della pasta e alle alici. fate asciugare
un poco e quando la pasta col sugo hanno raggiunto una consistenza
morbida aggiungete il basilico e il prezzemolo. Quindi spegnete la
fiamma e impiattate. Tutti@tavola e buon appetito.
Nota
L'idea iniziale è di Simone Rugiati il mio chef preferito. Io ho
sostituito i bucatini con le mezze maniche e lo scalogno con la cipolla.
Paccheri alla sorrentina

La ricetta dei paccheri alla sorrentina è una delle tante ricette
tipiche della tradizionale cucina del golfo di Sorrento. Consiste in un
tipo di pasta gratinata al forno, con un sugo leggerissimo di pomodoro,
provolone e mozzarella di bufala.
Ingredienti
Per 4 persone: Paccheri, 300 grammi,
Pomodori ramati maturi, 600 grammi, Aglio, 1 spicchio Cipolla, 1, Olio
extravergine d'oliva, 6 cucchiai, Basilico, 20 foglie, 1 Peperoncino
fresco, Mozzarella di bufala, 350 grammi, Provolone del monaco
grattugiato a scaglie, 50 grammi, Sale e Pepe quanto basta.
Esecuzione
1.Lavate e tagliate a spicchi i pomodori.
2.Rosolate l'aglio e la cipolla in 6 cucchiai di olio, dopo averli
tagliati a fettine sottilissime, cuocete per circa 4-5 minuti a fiamma
alta e condite con il sale ed il pepe. Aggiungete una spruzzata di
basilico sminuzzato.
3.Scolate i paccheri al dente dopo averli fatti cuocere in acqua salata
ad ebollizione, conditeli con il sugo di pomodoro ed aggiungete del
peperoncino sminuzzato, versatevi sopra un filo d'olio e lasciate
raffreddare amalgamando di tanto in tanto.
4.Tagliate a dadini la mozzarella, amalgamatela ai paccheri e versate il
tutto in una teglia da forno unta con olio.
5.Distribuite su tutta la superficie il provolone, mettete in forno
preriscaldato a 200° e cuocete per circa 10-15 minuti.
Nota
I paccheri vanno serviti caldi con la mozzarella e il provolone ancora
filanti. Servite con un rosso di Gragnano DOPG a 16°C.
Il sapore di questo piatto tende
decisamente al dolce, ma il gusto è ben equilibrato dall'acidità del
pomodoro fresco e dalla nota piccante del pepe nero.
Ingredienti
per 2 persone: 150 gr. di paccheri (vedi
nota in fondo alla ricetta), 60 grammi di ricotta dura di pecora, 60
grammi di mozzarella a dadini, 4 pomodori ben maturi (San Marzano o
altri pomodori freschi), qualche foglia di basilico, 1 spicchio d'aglio,
olio extravergine d'oliva, pepe nero, sale quanto basta.
Esecuzione
Mettete a cuocere la pasta (i paccheri
hanno una cottura abbastanza lunga, 18 minuti circa).
Preparate dei dadini di pomodoro fresco e
fateli cuocere in padella con uno spicchio di aglio intero (che poi
toglierete) e quattro cucchiai d'olio d'oliva extravergine. Dopo circa
7-8 minuti aggiungete le foglie di basilico; aggiustate di sale il sugo.
Nel frattempo tagliate a piccoli cubetti
la ricotta dura e la mozzarella (meglio quella di bufala lasciata per 24
ore in frigorifero). Quando la pasta è cotta aggiungete la ricotta e la
mozzarella al sugo.
Scolate i paccheri e saltateli in padella
(con la fiamma accesa) con il sugo, macinando abbondante pepe nero.
Vedrete che la ricotta dura con il calore
diventa solo leggermente più morbida, mentre la mozzarella tenderà a
filare leggermente.
Servite caldissimo.
Nota
Il Pacchero è un tipo di pastasciutta
tradizionale napoletano, una sorta di grande maccherone liscio di grano
duro, in genere trafilato al bronzo. La sua forma è ottima per
trattenere il sugo. Il termine deriva del greco antico (da "πας" = tutto
e "χειρ" = mano) dei primi fondatori di Parthenope e significa schiaffo.
Attualmente ancora usato in dialetto, sta ad indicare uno schiaffo
forte, dato a mano completamente aperta. Da qui il nome, leggermente
ironico, del tipo di pasta, di taglia generosa, molto superiore alla
norma e in genere accompagnato da sughi succulenti. I Paccheri possono
essere anche farciti, di ricotta o altri ingredienti, e serviti con il
ragù.
Il risultato di questo piatto dipende
dalla qualità dei due ingredienti fondamentali: i funghi porcini e le
salsicce. Sceglieteli con cura.
Ingredienti
per 4 persone: 400 grammi di pappardelle
(senza uovo) fatte in casa oppure comprate, 4 funghi porcini piccoli, un
ciuffo di prezzemolo, 2 spicchi d'aglio, 2 salsicce, una punta di
peperoncino, formaggio grattugiato quanto basta.
Esecuzione
In un tegame ampio mettere otto cucchiai
d'olio, l'aglio, il peperoncino. Appena l'aglio è imbiondito aggiungere
le salsicce sgretolate (potete farle a mano oppure col coltello), dopo
circa un minuto sfumate col vino bianco. Quando il vino è evaporato
aggiungete i funghi porcini tagliati a pezzettini. Cuocete per circa
dieci minuti e a fine cottura aggiungete il prezzemolo tritato
finemente.
Intanto in abbondante acqua cuocete le
pappardelle (ricordatevi di salare l'acqua di cottura).
Scolate le pappardelle e mantecatele nel
sugo dei funghi spolverando il tutto con formaggio grattugiato. Servite
ben caldo.
Nota
In genere con i funghi consiglio sempre un
novello (ovviamente rosso) servito a 18° C.
Pappardelle ai peperoni
Ecco un piatto gustosissimo da
mangiare in tutte le stagioni anche se in estate i peperoni
esprimono il massimo del loro sapore. Avrei voluto chiamare il
piatto "Pappardelle capresi"
perché le ho mangiate tanti anni fa proprio nell'isola magica di
Capri.
Ingredienti
400 grammi di pappardelle (meglio quelle del pastificio Garofalo),
1 peperone giallo,
1 peperone rosso,
4 filetti di acciuga dissalati e diliscati,
80 grammi di olive verdi dolci (le bianche di Spagna),
1 cucchiaio di capperi dissalati,
500 grammi di pomodori pelati (rigorosamente Cirio),
4 cucchiai d'olio d'oliva extravergine,
1 scalogno medio,
1 spicchio d'aglio in camicia (che poi toglierete),
1 peperoncino rosso semipiccante privato dei semi,
due cucchiai di trito di prezzemolo e basilico,
sale quanto basta.
Esecuzione
Mondate i peperoni, tagliateli a metà, eliminate i filamenti interni
e i semi, poi riduceteli a
striscioline.
In una padella molto capace mettete a fiamma spenta l'olio
extravergine d'oliva, lo scalogno
finemente tritato, l'aglio in camicia (che poi toglierete), il
peperoncino. Avviate la fiamma e
lasciate che lo scalogno imbiondisca quindi aggiungete le acciughe
fatte a pezzettini e dopo un
poco i peperoni. Lasciateli appassire per circa un quarto d'ora.
Aggiungete quindi i pomodori
pelati schiacciati con la forchetta e fate cuocere per circa 15
minuti. Aggiustate di sale e fate
restringere il sughetto a calore molto moderato. Quasi a fine
cottura aggiungete le olive, i
capperi e il trito di prezzemolo e basilico. Spegnete la fiamma.
Nel frattempo cuocete in abbondante acqua (salata quanto basta) le
pappardelle. Scolatele al
dente e saltatele (mescolandole) nella padella a fiamma vivace per
un paio di minuti. Spegnete la fiamma e servite.
Nota
Come vino vi consiglio o un bianco di Capri D.O.C.G. oppure una
splendida Biancolella d'Ischia.
In ogni caso un ottimo vino bianco.
Questo piatto si presta anche ad una versione estiva e può essere
servito freddo. Ovviamente
sconsigliamo le pappardelle ma consigliamo vivamente delle mezze
maniche oppure delle pennette.
Il procedimento è lo stesso tranne il servizio che sarà effettuato
dopo che la padellona è stata
messa in frigo per almeno un paio d'ore.
Pappardelle al ragù d'agnello

Mettendo a posto vecchie foto da
inviare su Flickr mi sono imbattuto in un piatto che ho preparato
almeno tre anni fa dopo un viaggio in Grecia. Lì l'abbinamento
carne-cannella è un classico. Ho ricostruito la ricetta che non
avevo mai pubblicato. Eccola.
Ingredienti
Per 4 persone
400 grammi di pappardelle all’uovo fatte in casa
500 grammi di polpa d’agnello tagliata al coltello
100 grammi di pancetta steccata
4 spicchi d’aglio
1 ciuffo di prezzemolo
4 foglie di basilico
1 ciuffetto di erba cipollina
1/2 cucchiaino di cannella
1 cucchiaio di farina
1 cipolla
1 costa di sedano
1 carota
1 bicchiere di vino rosso (io ho messo un Aglianico)
6 cucchiai d’olio d’oliva extravergine
sale e pepe nero in grani
pecorino romano grattugiato fresco
Esecuzione
Tagliate l’agnello a pezzetti (possibilmente piccoli e battetelo a
punta di coltello). In una pentola con i bordi abbastanza alti
rosolate in olio d’oliva 4 spicchi d’aglio e la pancetta battuta col
coltellaccio. Appena l’aglio si sarà imbiondito unite il trito di
cipolla, sedano e carota. Appena la cipolla si è appassita versate
il battuto di agnello. Quando la carne cambierà colore aggiungete un
cucchiaio di farina e mezzo cucchiaino di cannella. Togliete l’aglio
che ha già fatto il suo onesto dovere e mescolate. Sfumate con il
vino rosso. Aggiungete il pepe in grani e il sale (meglio quello
grosso) a vostro piacimento e cuocete a fiamma medio bassa e col
coperchio per almeno 45 minuti. Se il sugo tende a concentrarsi
troppo unite un po' di brodo vegetale (sedano, carota, cipolla).
Ricordate che il sugo deve risultare morbido e cremoso e in questo
la farina aiuta. Quindi scoprite, aggiungete il trito di prezzemolo,
erba cipollina e basilico e tirate il sugo fino alla giusta
cremosità. Cucinare le pappardelle in abbondante acqua salata,
quindi prendetele con la pinza ancora grondanti della loro acqua di
cottura e tuffatele nel sugo. Saltate le tagliatelle magari con
qualche mestolo di acqua di cottura e spolverate con pecorino
grattugiato al momento. Impiattate e servite fumante.
Nota
Come vino non ho dubbi: un grande Aglianico (magari un Taurasi) dei
colli Avellinesi. Oppure un grande rosso del vostro territorio. p.s.
Qualcuno, tra le erbette aromatiche, aggiunge anche qualche
fogliolina di timo. Degustibus.
Pappardelle al ragù di funghi
Rispetto alla ricetta precedente oltre ai
funghi porcini (questa volta non freschi ma secchi) e le salsicce c’è il
pomodoro. Il connubio è ottimo purché la passata di pomodoro (meglio
quella fatta in casa) sia di buona qualità.
Ingredienti
per 4 persone: 400 grammi di pappardelle
(senza uovo) fatte in casa oppure comprate, funghi porcini secchi fatti
rinvenire in acqua, un chilo di funghi freschi, un ciuffo di prezzemolo,
2 cipolle, un carota, una costa di sedano, mezzo chilo di passata di
pomodoro, 2 spicchi d'aglio, 2 salsicce, una punta di peperoncino,
formaggio grattugiato quanto basta.
Esecuzione
In un tegame ampio mettere otto cucchiai
d'olio, l'aglio, il peperoncino. Appena l'aglio è imbiondito aggiungere
le salsicce sgretolate (potete farle a mano oppure col coltello), dopo
circa un minuto sfumate col vino bianco. Quando il vino è evaporato
aggiungete il trito di verdure e cuocete per circa dieci minuti. Unite
poi i funghi porcini ammollati in acqua e a seguire i funghi freschi.
Cuocete per circa venti minuti e a fine cottura aggiungete il prezzemolo
tritato finemente.
Quando i funghi sono cotti aggiungete la
passata di pomodoro e cuocete per altri venti minuti. Aggiustate col
sale. Intanto in abbondante acqua cuocete le pappardelle (ricordatevi di
salare l'acqua di cottura). Scolate le pappardelle e mantecatele nel
sugo dei funghi spolverando il tutto con formaggio grattugiato.
Porzionate e impiattate.
Nota
Anche per questa ricetta (a base di funghi
e salsiccia) consiglio come vino d’accompagnamento un novello
(ovviamente rosso) servito a 18° C.
La cipolla rossa di Tropea è il nome dato
alla cipolla rossa (Allium cepa) coltivata tra Nicotera, in provincia di
Vibo Valentia, e Campora San Giovanni, nel comune di Amantea, in
provincia di Cosenza, lungo la fascia tirrenica. Viene prevalentemente
prodotta tra Briatico e Capo Vaticano nel comune di Ricadi.
Le particolari sostanze contenute nei
suoli di questa zona la rendono dolce e non amara. Questo ortaggio
contiene vitamina C, vitamina E, ferro, selenio, iodio, zinco e
magnesio. La forma è rotonda od ovoidale. Il bulbo ha molti effetti
benefici; uno di questi è il potere antisclerotico che porta beneficio
per il cuore e le arterie, e previene il rischio di infarto. È composta
da varie tuniche concentriche carnose di colorito bianco e con involucro
rosso; è coltivata in queste zone da oltre duemila anni, importata dai
Fenici, e da oltre un secolo, ora abbinata al turismo, contribuisce allo
sviluppo socio-economico della zona. La dolcezza dell'ortaggio dipende
dal microclima particolarmente stabile nel periodo invernale, senza
sbalzi di temperatura per l'azione di mitezza esercitata dalla vicinanza
del mare, e dei terreni freschi e limosi, che determinano le
caratteristiche pregiate del prodotto. Una delle sue proprietà è quella
di essere un sedativo naturale, utile a conciliare il sonno. Il gusto è
determinato in particolare dalla consistente presenza di zuccheri tra i
quali glucosio, fruttosio, saccarosio. È facilmente digeribile.
Contribuisce alla dieta alimentare con circa 20 calorie per 100 grammi
di prodotto fresco.
Questa ricetta è semplicissima, molto
gustosa e salutare. Ammesso, e non concesso, che le cipolle piacciano ai
commensali.
Ingredienti
per 4 persone: 400 grammi di pappardelle
(o tagliatelle), 4 cipolle di Tropea medie, 8 cucchiai d'olio d'oliva
extravergine, 50 grammi di pecorino (calabrese oppure di Pienza, o
quello sardo oppure il Romano), 1/2 bicchiere di vino bianco secco.
Esecuzione
Tagliate 4 cipolle rosse di Tropea ad
anelli e fatele appassire in padella con 8 cucchiai di olio, 1/2
bicchiere di vino bianco secco e un po’ di sale. Cuocete le pappardelle
in abbondante acqua salata, scolatele al dente e saltatele nella stessa
pentola in cui avete cucinato la salsa di cipolle mantecando il tutto
con 50 grammi di pecorino grattugiato e un paio di cucchiai di acqua di
cottura della pasta. Fate riposare un poco. Quindi porzionate e servite.
Nota
Una variante consiste nel mettere una
salsiccia (con finocchietto) sgranata a cuocere nella salsa di cipolle.
Un gran piatto per le vostre domeniche.
Saporito, ricco, tradizionale.
Ingredienti
per 5-6 persone: 2 salsicce sbriciolate,
200 gr macinata di manzo, 200 gr macinata di maiale, un porro, una
carota, una cipolla,una costa di sedano, 2 mestoli di brodo di carne o
vegetale, un cucchiaio di concentrato di pomodoro, 250 grammi di passata
di pomodoro, un bicchiere di vino bianco (o rosso), una noce di burro, 2
spicchi d'aglio, un rametto di rosmarino, olio, sale, pepe (o
peperoncino).
Esecuzione
Tritate finemente la carota, il sedano, il
porro e la cipolla.
In un pentola fate sciogliere una noce di
burro insieme a dell'olio e soffriggete il trito di aglio e rosmarino.
Quando l'aglio è imbiondito unite le carni macinate e fate rosolare per
qualche minuto. Quando la carne ha preso colore, sfumare con il vino e
lasciate evaporare.
A questo punto mettete il trito delle
verdure (porro, cipolla, sedano, carota) e cuocete per 20 minuti fino a
quando le verdure non sono ben brasate.
Unite la passata di pomodoro, il
concentrato di pomodoro ed un mestolo di brodo (vegetale o di dado)
bollente. Cuocete per circa un’ora e 30 minuti, mescolando ogni tanto e
unendo brodo bollente se il ragù si dovesse asciugare troppo. Salate e
pepate solo alla fine. Il ragù deve risultare abbastanza denso.
Col ragù potrete condire qualsiasi tipo di
pasta. Nell'ordine: le tagliatelle, le pappardelle, gli gnocchi, gli
spaghetti, i rigatoni, le penne e le mezze penne. Volendo anche dei
maltagliati fatti in casa.
Nota
Per avere un gusto più uniforme, prima di
impiattare, mantecate in una padella capace il sugo con la pasta
aggiungendo se occorre del formaggio grattugiato e una noce di burro.
Ecco un'altra variante della pasta
alla Norma. La tradizione della pasta al forno è radicata nelle regioni
del sud. Basta variare una componente e può divenire pasta al forno con
polpettine, pasta al forno con prosciutto, pasta al forno con patate,
ecc. Dipenderà dalla fantasia del cuoco.
Questa versione prevede come componente
principale le melanzane.
Ingredienti
per 8 persone: 4 melanzane nere lunghe, 2
spicchi d'aglio, 600 grammi di rigatoni, 100 grammi di salame
napoletano, 200 grammi di mozzarella o di provola affumicata (preferisco
la seconda ipotesi), una bottiglia di passata verace (meglio la passata
Cirio), basilico (almeno una decina di foglie), sale e pepe quanto
basta, olio di oliva extravergine.
Esecuzione
Cominciamo lavando le melanzane e
tagliandole a rettangoli abbastanza grossi (circa 2cmx4cm), mettiamole
in uno scolapasta saliamo e lasciamole riposare girando ogni tanto.
Nel frattempo prepariamo il sugo. Passiamo
i pelati (oppure comprate una passata già pronta).
In un pentola mettiamo l'olio e l'aglio e
lasciamolo imbiondire per bene poi aggiungiamo il pomodoro passato e
lasciamo andare la cottura per circa 20 minuti. A cottura quasi
terminata aggiungiamo il basilico.
Intanto risciacquate i dadini di
melanzana, strizzateli un po', asciugateli e friggeteli in abbondante
olio di oliva extravergine.
In una pentola con acqua salata mettete i
rigatoni e fateli cuocere la metà dei minuti portati sulla confezione.
Scolateli.
In una pirofila, sul fondo mettete un po'
di pangrattato e un filo di olio. Versate la metà della pasta in modo da
ricoprire tutto il fondo della teglia, metà delle melanzane, una
mozzarella (o la provola) tagliata a fette, una parte del salame, una
parte del sugo e spolverate con abbondante parmigiano grattugiato.
Successivamente fate un altro strato
simile al precedente.
Completate con il resto delle melanzane,
il sugo e una bella spolverata di parmigiano grattugiato.
Infornate a 200° per 20 minuti ed il
piatto è pronto. Aspettate un paio di minuti per servire.
Nota
Una variante consiste nel mettere al posto
dei rigatoni delle lasagne.
Come vino di accompagnamento sia per i
rigatoni sia per le lasagne consiglierei un buon Novello.
Ingredienti
per 6 persone: 400 g di rigatoni, olio
d'oliva extravergine (vedi il seguito della ricetta), 1 chilo di passata
di pomodoro, due spicchi d'aglio, una decina di foglie di basilico, un
cucchiaio di pane grattugiato (eventualmente pane raffermo bagnato
nell'acqua), 150 grammi di prosciutto cotto a fette, 250 grammi di
mozzarella, parmigiano grattugiato, sale e pepe quanto basta.
Per le polpettine: 600 grammi di carne
macinata mista (manzo, vitello e maiale), pane grattugiato, un cucchiaio
di prezzemolo tritato, 1 uovo, sale e pepe quanto basta.
Esecuzione
Preparate le polpettine. Unite in una
zuppiera tutti gli ingredienti: la carne macinata, il prezzemolo, l'uovo
intero e 4 cucchiai di pane grattugiato (qualcuno preferisce del pane
raffermo bagnato). Regolate di sale e di pepe (pochissimo) e impastate
con le mani. L'impasto deve risultare morbido; ricavarne delle
polpettine delle dimensioni di circa due cm di diametro e passatele nel
pane grattugiato. Disponetele subito in un tegame largo con abbondante
di olio d'oliva. Fatele soffriggere a fiamma dolce per qualche minuto
girandole delicatamente con un cucchiaio di legno in modo da non
rovinarle. Scolatele e asciugate l'olio in eccesso.
Prepariamo intanto il sugo di pomodoro.
Mettete in una pentola un fondo di olio di oliva extravergine e
soffriggete i due spicchi d'aglio. Unite la passata e cuocete per circa
20 minuti. A fine cottura aggiungete il basilico. Mettete una parte di
questo sugo da parte: ci servirà per l'ultimo strato del timballo.
Nel sugo di pomodoro restante mette tutte
le polpettine e lasciatele insaporire.
Contemporaneamente cuocete i rigatoni in
abbondante acqua salata e scolateli molto al dente in quanto la cottura
dovrà essere completata in forno. Conditeli con il sugo di pomodoro e
polpettine ed eventualmente qualche cucchiaiata di parmigiano
grattugiato.
Ungete una pirofila da forno con un
cucchiaio di olio e spolveratela con un po' di pane grattugiato.
Disponete un primo strato di pasta (che è in realtà una pasta col sugo
di polpettine) e ricopritela con il prosciutto e la mozzarella tagliata
a dadini. Proseguite creando un altro strato simile al precedente.
Preparate l'ultimo strato con solo
pomodoro mozzarella e parmigiano. Infornate a 200°C per 20 minuti fino a
quando non vedete formare una "crosticina" dorata .Aspettare circa
cinque minuti e servite eviterete un ustionamento di fantozziana
memoria.
Nota
Come vino consiglio un "aglianico" dei
colli Avellinesi (ottimo è il Rubrato dei Feudi di San Gregorio) servito
a 18°C.
La "gricia" è un condimento per la
pasta che ha preso il nome da Grisciano, cittadina in provincia di
Rieti. Quando è nata la gricia, Grisciano faceva parte del Regno delle
Due Sicilie, dipartimento dell’Abruzzo citra. È ben apprezzata dai
romani che la importarono dai pastori di Grisciano i quali transumavano
con le loro greggi nella campagna romana.
La gricia, ricetta antichissima, era ed è
ancora, l’amatriciana senza il pomodoro.
Ingredienti
per 4 persone: 300 grammi di pasta
(possibilmente rigatoni, "paccheri", penne, ma vanno bene anche gli
spaghetti e i bucatini), 150 grammi di guanciale stagionato, 60 grammi
di pecorino della zona dei Monti Sibillini o dei Monti della Laga,
grattugiato (ma se non li trovate rimediate anche con un buon pecorino
Romano, solo i puristi si offenderanno), 2 cucchiaini di pepe nero
macinato fresco
Esecuzione
Mentre si fa cuocere la pasta in
abbondante acqua salata, in una padella di ferro si fa rosolare il
guanciale fino a che diventa croccante. Quando la pasta è cotta, si
scola e si salta nella padella aggiungendo il pepe e il pecorino,
all'occorrenza si aggiunge un poco di acqua della pasta. Impiattate e
servite ben caldo.
Nota
L’utilizzo del pomodoro con gli
spaghetti fu descritto per la prima volta dal gastronomo francese
Grimond de la Reyniére nel 1807 nell’Almanach des gourmandes.
Spesso si dice di usare il pecorino romano.
Questo è un errore tanto quanto usare la pancetta, se non peggio. Basta
vedere la posizione di questi due paesi (Amatrice e Grisciano appunto)
per capire che il pecorino da usare è quello tipico della zona dei Monti
Sibillini o dei Monti della Laga e non il pecorino romano, dal sapore
totalmente diverso e di origini diametralmente opposte.
Da notare, quindi, che la ricetta non
comprende mai la presenza della cipolla né dell’aglio.
Pare che fosse il piatto preferito di
Bellini il grande musicista siciliano autore dell’opera “La Norma”.
Ingredienti
per 4 persone: 300 grammi di penne rigate
o rigatoni, 600 grammi di pomodori San Marzano(quelli per fare la
salsa), 2 melanzane grosse, ricotta salata da grattugiare (non troppo
stagionata), basilico (una decina di foglie), 1 spicchio d'aglio, olio
extra vergine di oliva.
Esecuzione
Tagliate le melanzane a fette di 1/2 cm e
disponetele a strati in uno scolapasta con un po' di sale. Lasciatele
per un'ora, con un peso sopra, a spurgare l'acqua di vegetazione.
Preparate la salsa passando i pomodori nel
passatutto. Dopodiché mettete l'aglio in una casseruola con un po'
d'olio d'oliva extravergine e lasciatelo imbiondire. Aggiungete la
passata di pomodoro, un po' di sale e lasciate cuocere per circa 15
minuti, quasi a fine cottura aggiungere il basilico.
Friggete le fette di melanzane in
abbondante olio e poi asciugate l'olio in eccesso con della carta
assorbente. Tenete 4 fette intere per decorare i piatti, le altre
tagliatele a tocchetti (più o meno rettangolari) e passatele nella
casseruola della salsa di pomodoro.
A questo punto mettete a cuocere la pasta,
una volta cotta scolatela e ripassatela per pochi secondi nella
casseruole della salsa (che conterrà il sugo con le melanzane).
Versate la pasta, così condita, nei
piatti, mettete sopra la fetta di melanzana intera e spolverate con
abbondante ricotta salata grattugiata e qualche foglia di basilico
fresco.
Nota
Se non avete la ricotta salata potrete
ricorrere ad un buon formaggio pecorino. E' ottimo quello rosso di
Pienza.
Pasta
allo zafferano
Finalmente un piatto minimalista per gli
amanti dello zafferano. In effetti basta una cipolla, un po' di pasta e
una bustina di zafferano. Il sapore è esaltante e il piatto si presta ad
infinite variazioni.
Ingredienti
per 4 persone: 400 grammi di mezze maniche
(o penne o rigatoni, ma anche bucatini, linguine, spaghetti o tagliolini
ma perché no anche degli gnocchetti)
2 cipolle (o scalogni o porri)
50 grammi di burro
250 millilitri di brodo vegetale o brodo di dado
2 bustine di zafferano
formaggio grana grattugiato (almeno un cucchiaio per ogni commensale)
Sale e pepe quanto basta.
Preparazione
Sciogliere in una pentola media il burro, unite le cipolle tritate
finemente e fatele imbiondire a fiamma molto bassa, unite 1 mestolino di
brodo e lo zafferano e cuocete per 10 minuti semprea fiamma bassa.
Nel frattempo lessate al dente la pasta, scolatela e versatela nella
pentola contenente il sugo preparato. Aggiungete 1 mestolino di brodo e
due cucchiaiate di acqua di cottura della pasta (che contiene l'amido
della stessa pasta) risottando la pasta con manciate di formaggio grana
grattugiato. In questa fase tenete la fiamma più "allegra".
Mescolate e pepate. Appena il sugo si sarà addensato e avrà fatto una
bellissima cremina gialla spegnete la fiamma e servite ben caldo.
Nota
La parte finale della cottura della pasta va fatta con l'operazione nota
col termine "risottare" ovvero cuocere la pasta ancora per un paio di
minuti col sugo delle cipolle e zafferano, un mestolo di brodo e due
cucchiai di acqua di cottura della pasta.
Ci sono molte varianti. Alle cipolle potete aggiungere una zucchina
media (gialla) tagliata finemente a listarelle più o meno grandi come le
mezze maniche. Oppure alla cipolla aggiungete delle striscioline di
prosciutto cotto. Una verdura che sostituisce degnamente la cipolla è lo
scalogno. Un mio amico al posto della cipolla mette il porro. Sono tutte
varianti deliziose.
Il sugo di questo ragù è semplice da
preparare. Confrontando i tempi di esecuzione di ragù tradizionale
(alla napoletana o alla bolognese) con quello con le salsicce non c'è
partita: sicuramente il ragù con le salsicce stravince e alla grande. In
relazione al sapore... qui è una bella battaglia, secondo me chi ama il
gusto della salsiccia fresca col finocchietto troverà questo piatto
squisito.
Ingredienti
per 4 persone: 300 grammi di pasta corta
(rigatoni o mezzani o penne o "paccheri" di Gragnano), 4 salsicce
fresche (quello col finocchietto), un bicchiere di vino rosso, 4 spicchi
d'aglio in camicia, 12 foglie di basilico, un chilo di passata di
pomodoro già pronta (in commercio ce ne sono moltissime), 4 cucchiai
d'olio extravergine di oliva, 50 grammi di parmigiano grattugiato
(oppure di pecorino non molto aggressivo ad esempio il pecorino rosso di
Pienza), una punta di peperoncino, sale quanto basta.
Esecuzione
In una pentola capace mettere a
soffriggere in quattro cucchiai d'olio quattro spicchi d'aglio in
camicia che dopo toglierete, una punta di peperoncino piccante e
aggiungete le salsicce sgranate, con un cucchiaio di legno distribuitele
sul fondo della pentola. Quando le salsicce hanno preso colore (bastano
un paio di minuti), togliete l'aglio e aggiungete il vino rosso che
farete sfumare.
A questo punto aggiungete il pomodoro e
fate cuocere per mezz'ora a pentola coperta. Scoprite, aggiustate di
sale e mettete le foglie di basilico intere. Cuocete per un'altra
mezz'ora. Scoprite e lasciate asciugare un poco. Spegnete la fiamma.
Cuocete la pasta in abbondante acqua
salata. Scolatela e versatela nella pentola contenente il ragù di
salsiccia. Riavviate la fiamma e mantecate a fuoco lento aggiungendo
metà del formaggio grattugiato.
Fate le porzioni e servite in tavola. Ogni
commensale potrà aggiungere a suo piacimento un altro poco di formaggio
ed eventualmente del pepe bianco.
Accompagnate il piatto con un buon vino
rosso : un "aglianico" dei colli Avellinesi (Rubrato o Taurasi) oppure
cambiando completamente regione un bordolese (vi consiglio il Zuitel)
dei colli del Montello (Venegazzù in provincia di Treviso).
Nota
Nella ricetta si parla di pasta corta ma
vanno bene anche le tagliatelle (all'uovo o senza), gli spaghettoni o i
bucatini. Nella stessa ricetta si parla di aglio ma nessuno proibisce di
sostituire l'aglio con una buona cipolla rossa di Tropea.
Questa ricetta in dialetto si chiama
"Pasta, case e ova". E' un piatto dal sapore antico ma sempre attuale.
Questa ricetta è diffusa soprattutto nel sud della penisola.
Ingredienti
per 4 persone: 400 grammi di pasta corta
(preferibilmente tubetti, sedanini o rigatoni), 1 etto di sugna, 50
grammi di parmigiano grattugiato, 50 grammi di pecorino grattugiato, 4
uova, sale e pepe nero quanto basta, un ciuffo di prezzemolo.
Esecuzione
Mettete a lessare la pasta (a me piacciono
i rigatoni) in abbondante acqua salata; nel frattempo in una terrina
aprite le uova e sbattetele a spuma con sale, pepe ed un trito finissimo
di prezzemolo.
In un'ampia padella (antiaderente) fate
fondere a fuoco dolce la sugna, badando che non prenda colore o fumighi;
prelevate con una schiumarola la pasta lessata e sgrondatela bene,
versatela nella padella con la sugna, rimestate con un cucchiaio di
legno, aggiungendo tutto il formaggio grattugiato, infine versate le
uova sbattute ed a fuoco basso continuate a rimestare fino a che l'uovo
non si sia rappreso uniformemente; "impiattate" e servite con abbondante
pepe nero macinato al momento. Questa pasta va mangiata caldissima.
Nota
Come accompagnamento vi consiglio un vino
bianco del Veneto che da il meglio di se con uova e formaggi: il Soave
servito a 10-12° C.
Le lenticchie più pregiate sono quelle
italiane, in particolare quelle di Castelluccio di Norcia - in Umbria -
che hanno ottenuto il riconoscimento della IGP (Indicazione Geografica
Protetta). Famose per la loro delicatezza e per le loro dimensioni, il
diametro medio di queste lenticchie è di circa due millimetri. Queste
celebri lenticchie si coltivano nella pianura che si affaccia sotto lo
sperone di roccia dove sorge il paesino di Castelluccio di Norcia - a
1.300 metri sul livello del mare - e cinta da una cornice di montagne in
un'affascinante oasi di verde e natura.
Ingredienti
per 4 persone: 200 grammi di lenticchie
rosse secche, 200 grammi di tubetti mezzani, 1 spicchio d' aglio, una
cipolla piccola (oppure uno scalogno, 4 cucchiai di olio extravergine
d'oliva, un litro di brodo vegetale (circa), 2 cucchiai di passata di
pomodoro, 2 rametti di prezzemolo fresco, sale e pepe quanto basta.
Esecuzione
Mettete a bagno le lenticchie per alcune
ore, quindi sciacquatele accuratamente e cuocetele per circa un'ora nel
brodo vegetale (aggiungendo il liquido gradualmente, in modo da non
ritrovarsi con una preparazione finale troppo brodosa). A cottura
ultimata, le lenticchie dovranno risultare tenere, schiacciandole con i
polpastrelli dovranno disfarsi facilmente. Separatamente, preparare un
soffritto con aglio, cipolla affettata molto finemente ed olio, unitelo
alle lenticchie, aggiungendo anche il pomodoro ed insaporite il tutto.
In pieno bollore, aggiungete anche la pasta (aggiungere del brodo solo
se necessario, la pasta cuoce in fretta ed il liquido non avrebbe il
tempo di ridursi a sufficienza mentre il risultato finale dovrà essere
cremoso, denso, assolutamente non brodoso). Spegnete la fiamma quando la
pasta è ancora al dente, correggete di sale e pepe, completate con del
prezzemolo fresco tritato e lasciate riposare. Servite con un filo
d'olio crudo.
Nota
Le altre varietà di lenticchie più
conosciute sono: la lenticchia di Colfiorito - coltivate sempre in
Umbria, nell'altipiano di Colfiorito dove il terreno è fertile grazie
alla presenza di un lago che si sta trasformando lentamente in palude.
La lenticchia verde di Altamura - leggermente più grande rispetto a
quella marrone, adatta alla preparazione di contorni. Lenticchia rossa -
conosciuta anche come “lenticchia egiziana”, molto diffusa in medio
oriente, commercializzata decorticata, richiede un tempo di cottura
piuttosto breve. Le lenticchie di Villalba - di dimensione piuttosto
grande. Lenticchie di Ustica - piccole, tenere, saporite e dal colore
marrone scuro, le rare lenticchie di Ustica crescono sui terreni
vulcanici dell'isola e sono ancora oggi coltivate con pratiche manuali.
Le lenticchie dell'Armuña - famose per il loro gusto e la loro
morbidezza, queste lenticchie di origine Spagnola sono famose per la
loro qualità e il sapore unico.
La pasta con le sarde ("pasta chi sardi"
in siciliano) è un piatto tipico della cucina siciliana. Si può
preparare nel periodo dell’anno in cui si trovano al mercato le sarde
fresche ed è possibile raccogliere nei campi il finocchio selvatico.
Esistono molte varianti.
Ingredienti
per 4 persone: 500 grammi di sarde
fresche, 500 grammi di bucatini, 500 grammi di finocchietti di montagna,
2 cipolle medie o una cipolla piuttosto grossa, 3 acciughe salate, 50
grammi di uva passa e altrettanti di pinoli, una bustina di zafferano,
olio, sale e pepe.
Esecuzione
Lessate per una ventina di minuti i
finocchietti in tanta acqua salata, quanta ne servirà poi per la pasta
(4 litri per 500 grammi), scolateli e tritateli. Tenere da parte
l’acqua. In un tegame, scottate le sarde in un dl d’olio extravergine
d’oliva (un minuto per lato), scolatele e mettetele da parte. Mettete a
soffriggere nello stesso tegame le cipolle finemente affettate fino a
leggerissima coloritura e unite quindi i finocchietti, le sarde, l’uva
passa (rinvenuta in acqua tiepida per mezz’ora), i pinoli, sale e pepe.
Cuocete a fuoco basso, mescolando,con molta delicatezza, per amalgamare
la salsa. Dopo una ventina di minuti, unite le acciughe che sono state
dissalate, lavate, asciugate e infine sciolte in un tegamino con un
cucchiaio d’olio caldo. Cuocete ancora per 15 minuti, sempre mescolando
e unite quindi una bustina di zafferano, sciolto in un cucchiaio
dell’acqua di cottura dei finocchietti. Mettete intanto a cuocere la
pasta nell’acqua di cottura dei finocchietti. Scolatela al dente e
unitela al condimento. Lasciate riposare per qualche minuto prima di
servire.
Nota
Riporto la variante di Enna. Io friggo le
sarde e poi le insaporisco in un sugo al pomodoro preparato con cipolla,
le acciughe, l’uva passa e i pinoli. I bucatini li lesso nell’acqua
contenente i finocchietti e due bustine di zafferano. Alla fine salto i
bucatini nel sugo e aggiungo dei rametti di finocchietto fresco.
L’altra sera ho invitato a cena mia
sorella Anna suo marito Massimo e i miei nipotoni (Luca e Stefano),
faceva caldo (metà estate) per cui mi sono affidato a un piatto tiepido.
Ho cucinato le farfalle con la rucola e le olive. Ma avrei potuto anche
cucinare pennette, mezze penne oppure spaghetti o linguine, ecco perché
il nome "Pasta con pesto di rucola e olive".
Questo tipo di piatto è quello che
preferisco in questa stagione: pasta calda e condimento freddo. Lo si
può preparare anche con mezz’ora di anticipo e gustarlo a temperatura
ambiente, oppure lo si può mangiare appena scolata la pasta, quando il
calore della cottura non è ancora scomparso.
Ingredienti
per 4 persone: 320 grammi di farfalle, un
mazzetto di rucola, una manciata di olive di Gaeta o taggiasche, un
cucchiaio di capperi dissalati, 8 cucchiai di olio extravergine di
oliva, 50 grammi di formaggio pecorino non molto aggressivo (un pecorino
sardo giovane), 2 spicchi d’aglio.
Esecuzione
In un frullatore ad immersione frullate
grossolanamente aggiungendo dell'olio extravergine d'oliva a filo: 2
spicchi d’aglio schiacciati leggermente, un peperoncino piccante fresco
tagliato a rondelle, la rucola (lavata e grondante ancora un po' della
sua acqua, un po' di formaggio pecorino, le olive denocciolate e i
capperi dissalati.
Nel frattempo cuocete le farfalle in
abbondante acqua salata. Scolate la pasta e versatela in una padella
ampia mantecandola col pesto di rucola appena preparato insieme ad un
paio di cucchiai di acqua di cottura della pasta. Fate le razioni e
servite tiepido.
Nota
Sulla scelta del vino da accompagnamento
non ho avuto dubbi: ho servito uno Chardonnay del Collio ben freddo (12°
C).
Esistono tantissime varianti di questo
piatto. Forse in ogni famiglia c'è una buona ricetta da tramandare ai
propri figli e nipoti. Io vi propongo una versione sapendo che non è la
migliore ma solo una tra le tante.
Ingredienti
per 4 persone: 300 grammi di mezze penne
(oppure tubettoni), un cavolfiore grande, 2 spicchi d'aglio, 8-10
cucchiai d'olio, 1 punta di peperoncino piccante, un cucchiaio di
prezzemolo, un cucchiaino di pangrattato, 25 grammi di parmigiano
reggiano (oppure pecorino romano).
Esecuzione
In una pentola mettete a cuocere il cavolo
che avete mondato e tagliato almeno in otto grandi parti. Dopo 15 minuti
che l'acqua bolle versate le mezze penne o i tubettoni (le mezze penne e
i tubettoni in genere hanno un tempo di cottura che varia tra i 15 e 18
minuti ). Cuocetele al dente.
Nel frattempo in un pentolino mettete 10
cucchiai d'olio e fate soffriggere, insieme ad una punta di peperoncino
piccante, i due spicchi d'aglio tagliati a fettine nel senso
longitudinale. Quando l'aglio è imbiondito stemperate un cucchiaino di
pangrattato, aggiungete un paio di cucchiai di acqua di cottura della
pasta, il prezzemolo tritato e il parmigiano (o il pecorino)
grattugiato. Spegnete la fiamma e mescolate fino ad ottenere una cremina
piuttosto morbida.
Quando le mezze penne (o i tubettoni) sono
cotte al dente scolatele insieme al cavolo. Rimettete nella pentola
(sotto la quale avrete riacceso la fiamma a minimo) le penne e il
cavolfiore e mantecateli a caldo con la cremina di olio, aglio,
pangrattato, prezzemolo e formaggio.
Fate le porzioni e servite ben caldo con
un filo d'olio d'oliva extravergine crudo.
Nota
Alcuni miei amici napoletani preparano la
versione più brodosa di pasta e cavolfiore facendo soffriggere nell'olio
l'aglio e il peperoncino e unendo i pezzi di cavolfiore e circa mezzo
litro d'acqua. Quando il cavolfiore è a metà cottura versano la
"Minuzzaglia" (ovvero la pasta mista) e quando la "minuzzaglia" è quasi
cotta aggiungono il prezzemolo e il formaggio.
Lasciano riposare e servono in tavola.
Delle due versioni (quella fissa e quella più brodosa) non so quale sia
più buona. Fate come me: una volta una e una volta l'atra.
La classica pasta e fagioli, classica ma
eseguita in svariati modi nei diversi punti della penisola. Ma anche la
stessa ricetta, svolta in giorni diversi, da diversi risultati. La
realtà, come sostengo in questo libro è che ogni piatto è un evento
unico e irripetibile. Provate a cambiare i fagioli, e le patate e il
sedano, cambierà il gusto. Non esiste la “Pasta e fagioli”, esistono le
“Paste e fagioli”. La “Pasta e fagioli” è un’idea di cui questa ricetta
è solo una rappresentazione.
Ingredienti
per 4 persone: 250 grammi di fagioli
Borlotti secchi (a me piacciono i fagioli di Lamon), una cipolla, una
costa di sedano, una patata, 2 spicchi d’aglio, 100 grammi di lardo
(meglio il guanciale), 20 grammi d’olio d’oliva, un bicchiere di passata
di pomodoro (oppure del concentrato di pomodori sciolto in un bicchier
d'acqua), prezzemolo tritato, sale, pepe nero, 100 grammi di pasta a
scelta. A piacere, olio d’oliva extravergine crudo per servire.
Esecuzione
Lasciate i fagioli a bagno in acqua per
circa 12 ore. Per ridurre leggermente il tempo di ammollo, potete
aggiungere all’acqua un cucchiaio di bicarbonato. Cambiate quindi
l’acqua e lavateli.
Preparate il soffritto: sminuzzate assieme
il sedano, la cipolla e la patata dopo averli lavati e sbucciati.
Separatamente, sminuzzate gli
spicchi d’aglio e tagliate il lardo (o il guanciale) a dadini.
In una casseruola con l’olio a fuoco medio
iniziate col soffriggere l'aglio, aggiungete il lardo (o il guanciale),
poi il sedano, la cipolla e la patata.
Quando le verdure sono appassite
aggiungete il pomodoro e cuocete per almeno un quarto d'ora.
Aggiungete i fagioli e cuocete per almeno
un'ora e mezzo.
A questo punto con un mestolo prendete la
metà dei fagioli e passateli in un mixer: uniteli poi ai fagioli interi.
Se tenete il liquido della minestra
abbastanza brodoso, potete lessarvi direttamente la pasta (operazione
del “risottare”).
Aggiungete anche un po’ di prezzemolo
fresco tritato e lasciate insaporire per 2 minuti prima di servire.
Ognuno aggiungerà a proprio piacimento un
filo d’olio, pepe nero macinato al momento e formaggio grattugiato.
Tenete in debito conto che a qualcuno piace la pasta fresca all'uovo, ad
altri la pasta corta (ditalini, conchigliette), altri infine usano
tagliatelle, spaghetti o bucatini spezzati. Tutto va bene anche se i
napoletani, per esempio, preferiscono i "tubettielli".
Nota
Alcuni preferiscono passare tutti i
fagioli, altri invece li lasciano tutti interi. Ci sono anche versioni
di pasta e fagioli senza verdure. O versioni in cui al posto del lardo
si utilizzano le cotiche (sbollentate a parte) o l'osso di prosciutto.
Sono tutte ricette e varianti buonissime.
La ricetta che descriverò deriva dalla
tradizione napoletana. Il titolo originale della ricetta è "Minuzzaglia
ammescata cu' è fasule" che letteralmente si può tradurre così "Pasta
mista mescolata con i fagioli". L'ingrediente base di questa ricetta è
la pasta mista, un insieme di pasta che è rimasta non utilizzata:
tubetti, maccheroncini, fusilli, maltagliati, ecc.
Oggi razioni di mezzo chilo si trovano
anche in commercio soprattutto a Sud anche se io riesco a trovarli in
alcuni supermercati del Veneto (dove vivo).
Ingredienti
per 8 persone: 400 grammi di pasta mista
(minuzzaglia), 500 grammi di fagioli cannellini, 2 spicchi d'aglio, olio
d'oliva extravergine, 250 grammi di pomodori freschi o pelati, una costa
di sedano, un pizzico di origano oppure quattro foglie di basilico
(scegliete quello che vi piace di più; potrete anche decidere di non
mettere nessuno dei due), una punta di peperoncino piccante, sale e pepe
come desiderate.
Esecuzione
Mettete i fagioli cannellini ad
"ammollare" (per una notte) in acqua in una terrina con un cucchiaino di
bicarbonato. Il giorno dopo con una scolapasta toglieteli dall'acqua,
lavateli con acqua corrente e metteteli in una pentola. Ricopriteli con
acqua e iniziate la cottura. Cuocete per una mezz'oretta e spegnete.
In un tegame fate soffriggere nell'olio
l'aglio e il peperoncino, unite il sedano tritato finemente e cuocete
per un paio di minuti. Aggiungete poi il pomodoro e cuocete per una
decina di minuti. Versate questo sugo nella pentola contenete i fagioli
e cuocete per una decina di minuti. A questo punto se vi piace potete
aggiungere l'origano oppure il basilico.
Mettete una pentola con dell'acqua salata
per farvi cuocere la pasta e a metà cottura scolatela e fatela finire di
cuocere nella pentola contenete i fagioli. Volendo, e se avete una buona
pratica, potreste anche cuocere la pasta nella stessa pentola dei
fagioli aggiustando la quantità di acqua, ma potreste incontrare delle
difficoltà in quanto i legumi già cotti, tendono a disfarsi e ad
attaccarsi sul fondo della pentola. Ad ogni buon conto controllate la
cottura della pasta (in genere per la minuzzaglia sono necessari una
ventina di minuti). Quando la pasta è cotta spegnete la fiamma.
Attendete qualche minuto. Questa pasta e fagioli, ha bisogno di riposare
(in napoletano si deve "apposare") prima di essere servita.
Nota
Invece che con l'aglio e l'origano o
sedano si può usare un battuto di cipolla e di lardo, In questo caso è
necessario mettere meno olio. Non solo, è possibile anche preparare la
pasta e fagioli in bianco ovvero senza l'aggiunta di pomodoro. In ogni
caso buon appetito.
Questa è una ricetta che ho imparato da
piccolo da mia madre e poi ho perfezionato nel tempo. L'unica difficoltà
di questo modo di preparare la pasta è indovinare la giusta quantità
d’acqua (non troppa, non troppo poca) da aggiungere alle patate; nel
dubbio, meglio metterne meno e aggiungerla a poco a poco. Poi con
l’esperienza riuscirete ad aggiungere esattamente la quantità
necessaria, in relazione anche al tipo di pasta che userete (non è detto
che dobbiate usare per forza gli spaghetti spezzati) e a quanta acqua
assorbe. Per questa ricetta ho usato la "minuzzaglia" ovvero la pasta
mista.
Ingredienti
per 4 persone: 200 grammi di "pasta
mista", 4 patate medie, 100 grammi di lardo di Colonnata, una cipolla
media, una costa di sedano, due pomodori maturi, olio extravergine di
oliva, uno spicchio d’aglio, 4 cucchiai di parmigiano reggiano, quattro
foglie di basilico, un peperoncino rosso fresco, sale e pepe quanto
basta.
Esecuzione
Pelate le patate e fatele a cubetti
piccolissimi. Mettete l’olio in una padella d’acciaio di media grandezza
insieme allo spicchio d’aglio schiacciato e al peperoncino fresco.
Lasciate scaldare la padella a fuoco bassissimo fino a quando l’aglio
non sarà bello dorato. A questo punto aggiungete il lardo tagliato a
dadini molto piccoli, e il trito composto da cipolla, sedano e pomodoro.
Quando le cipolle si sono ammorbidite
unite i cubetti di patate. Mescolate con un cucchiaio di legno. Lasciate
cuocere le patate per una decina di minuti fino a quando non saranno un
po’ sfatte. A questo punto alzate il fuoco e versate nella padella acqua
bollente (o brodo di dado o brodo vegetale) fino a coprire le patate per
un centimetro circa e lasciate cuocere ancora dieci minuti.
Versate a questo punto la pasta e
mescolate bene. Se l’acqua si asciuga troppo aggiungetene un pochino, se
è troppa alzate il fuoco per farla asciugare più velocemente.
Le patate devono disfarsi e diventare
cremose; la pasta ci metterà un po’ a cuocere, assaggiate per sincerarvi
della cottura e aggiustate di sale. Un minuto prima che la pasta sia
cotta aggiungete il il basilico e tutto il parmigiano. Servite subito
spolverando con un po’ di pepe macinato di fresco.
Nota
C'è chi ama la pasta e patate un po' più
brodosa e chi la preferisce in modo che il "cucchiaio stia in piedi".
Forse in mezzo sta la verità.
Una variante napoletana prevede che al
posto della pasta si metta il riso. In questo caso il piatto si chiamerà
"Riso e patate".
La Pasta e patate con la provola
affumicata è un antico piatto napoletano. Questa ricetta è ripresa da un
libro di ricette napoletane il cui titolo è indicativo "Frienno
Magnanno". La mia ricetta è una rivisitazione di quanto ho visto fare
tanti anni fa a mia zia Ada che in questa minestra eccelleva. Chi non
l’ha mai assaggiata non può capire cosa si perde, quindi vi invito a
provarla.
Ingredienti
per 4 persone: 250 grammi di pasta corta
(tubetti) ma meglio ancora la "minuzzaglia" ovvero la pasta mista fatta
con gli scarti di tutte le possibili paste, 250 grammi provola
affumicata, 4 patate grandi, una cipolla media, una costa di sedano, una
manciata di pomodorini tipo ciliegino (una decina), un cucchiaio di
prezzemolo tritato, 20 grammi di parmigiano, olio d'oliva extravergine
quanto basta, sale e pepe bianco quanto basta.
Esecuzione
Pelate le patate e tagliarle a dadini.
Mettete le patate a bollire in una pentola con 500 ml di acqua e i
pomodorini.
Aggiungere la cipolla tagliata a velo, il
sedano e il sale. Fate cuocere il tutto per una ventina di minuti.
Quando le patate sono cotte, allungate con tanta acqua da permettere poi
la cottura della pasta. Quando la minestra ricomincia a bollire,
"calate" la pasta, salate e portare a cottura, sempre mescolando (questa
operazione in cui la pasta viene cotta nella minestra si chiama
"risottare"). Col mestolo schiacciate qualche cucchiaiata di patate,
contro le pareti della pentola per rendere la pasta e patate più
cremosa. Quasi a fine cottura aggiungete la provola tagliata a dadini
che inizierà a filare. Spegnete il fuoco, aggiungere il parmigiano e
mescolare piano.
Fate riposare qualche minuto e versate la
pasta e patate con la provola nei piatti spolverando un po' di
parmigiano e un po' di prezzemolo tritato.
Nota
La pasta e patate può essere mangiata
calda ma vi assicuro che quando è riposata e tiepida è ancora più buona.
Raggiunge il massimo del sapore il giorno dopo: basterà appena
riscaldare a temperatura ambiente. Quando ero piccolo mi piaceva anche
fredda... ancora oggi è così.
Provenendo dalle zone vesuviane non ho
dimenticato che le persone adulte dell'epoca (primi anni 50)
accompagnavano questo piatto con un vino bianco del Vesuvio chiamato
Caprettone. Oggi esiste il Vesuvio Bianco I.G.T. che è il prodotto
ottenuto dalla vinificazione in purezza dell’uva "Caprettone". Ha un
colore giallo paglierino molto tenue ed un profumo intenso con spiccata
evidenziazione della frutta vesuviana (sa di ginestra). Il suo gusto
equilibrato e morbido lo rende compagno ideale dei piatti leggeri e del
pesce. Da bersi a temperatura tra 8-10° C.
So già, ogni volta che la preparo, che non
sarà mai buona come quella della mia mamma, non so spiegare bene da cosa
dipenda ma è così, però ogni volta che ci provo mi sembra di avvicinarmi
sempre un po' di più a lei.
Come avrete ben capito questo è un altro
piatto tipico di casa mia; ci sono tre scuole di pensiero per la pasta e
piselli, chi utilizza rigorosamente spaghetti spezzati, chi invece
predilige i tubetti piccoli e chi predilige la "minuzzaglia" (la pasta
mista). Io appartengo a coloro che preferiscono la "pasta mista" e i
tubetti.
Ingredienti
per 2 persone: 150 grammi di piselli
freschi o surgelati, una cipolla bianca piccola (o scalogno), 70 grammi
di guanciale o di pancetta, olio di oliva extravergine, 150 grammi di
pasta (quella mista o i tubetti), sale e pepe quanto basta.
Esecuzione
Tagliate finemente la cipolla e rosolatela
dolcemente in una pentola con l'olio insieme al guanciale (o la
pancetta) tagliato a dadini.
Quando la cipolla è ben rosolata,
aggiungete il prezzemolo tritato e poi i piselli. Lasciate cuocere per
una decina di minuti e aggiungete l'acqua, non molta. Al posto
dell'acqua potete aggiungere o del brodo vegetale o del brodo di dado.
Una volta cotti i piselli gettate, nella
stessa pentola, la pasta e cuocete per il tempo indicato sulla
confezione aggiungendo altra acqua (o brodo) se necessario, salate e
pepate.
Appena la pasta è cotta spegnete la fiamma
e fate riposare per qualche minuto. Servite ben caldo.
Nota
Ogni commensale deciderà se spolverare la
sua pasta e piselli con del formaggio grattugiato (parmigiano reggiano
per un gusto più morbido, pecorino romano per un gusto più deciso).
Vi assicuro che sono buoni anche freddi.
Vi voglio dare una classica ricetta
napoletana (forse l'origine è cilentana) che mio padre faceva raramente:
la pasta lardiata! Ricordo ancora il ritmo del coltellaccio che batteva
già presto la mattina il lardo.
Ingredienti
per 4/5 persone: 400 grammi di pasta
(mezzanelli o mezze penne, comunque qualsiasi tipo di pasta può andare
bene), 500 grammi di pomodori (il classico ciliegino oppure i pomodori
San Marzano), 150 grammi di lardo, buono quello di Colonnata ma
speciale, se lo trovate, è quello di colore rosa (*) che avvolge il
prosciutto crudo; una cipolla media, sale quanto basta, basilico (come
se piovesse: in grande quantità almeno una dozzina di foglie), pecorino
grattugiato.
Esecuzione
Battete il lardo con una mezzaluna o con
un coltello affilato, fino a sfibrarlo. Fatelo sciogliere in un ampio
tegame (possibilmente antiaderente) con una punta di peperoncino quindi,
aggiungete la cipolla tritata e, quando sarà imbiondita, aggiungete il
pomodoro e cuocete per circa un quarto d'ora, aggiungete quasi a fine
cottura il basilico (spezzettato con le mani).
Intanto lessate la pasta al dente
scolatela e mantecatela nella padella con il sugo (la lardiata) ed il
pecorino. Servite subito ben caldo.
Nota
Una variante di questa ricetta è la "Pasta
lardiata in bianco". Il procedimento è identico a quello appena
descritto ma con l'esclusione del pomodoro. A me piace molto di più.
(*) Se avete un macellaio di fiducia
fatevelo mettere da parte, in genere questo lardo rosa (in quasi
tutt'Italia) viene scartato e buttato via. A Napoli no! Viene venduto
con altre parti avanzate (salame, coppa di maiale, ciccioli, ecc) col
nome "robba 'mmescata" ovvero "roba mista mescolata" che viene anche
utilizzata nel gattò di patate.
Pasticcio di insalata
belga e gorgonzola
E' Carnevale ed è tempo di pasticci. Ecco
una ricetta per i buongustai ed amanti delle lasagne, dell'insalata
belga e del gorgonzola al mascarpone. Veramente un piatto molto
saporito.
Ingredienti
Per quattro persone:
Per la cottura dell'insalata belga:
8 cespi di insalata belga, 1 bicchiere d'acqua, quattro cucchiai d'olio
d'oliva extravergine, sale quanto basta.
Per la besciamella: 60 grammi di
farina, 60 grammi di burro, 500 ml di latte, 150 grammi di gorgonzola al
mascarpone, sale e pepe quanto basta.
Per il resto: grana grattugiato
(almeno 100 grammi), olio d'oliva extravergine, 250 grammi di lasagne
fresche (quelle non precotte o subito pronte).
Preparazione
Lavate e tagliate a spicchi sottili l'insalata belga.
Fatela rosolare in una padella molto ampia e bassa con quattro cucchiai
d'olio d'oliva extravergine e un bicchiere d'acqua. Aggiungete un po' di
sale. Copritela e fatela cuocere per almeno dieci minuti a fiamma molto
bassa. Intanto cuocete le lasagne (quelle non precotte o pronte subito)
in abbondante acqua salata avendo cura di aggiungere due cucchiai d'olio
(per evitare che le lasagne si attacchino tra loro). Quando le lasagne
sono cotte mettetele in un recipiente contenente acqua fredda. Preparate
la besciamella (al gorgonzola) così: mettete il burro in una casseruola
e fatelo sciogliere a calore moderato, versate in un'unica soluzione
tutta la farina necessaria fino ad ottenere un composto omogeneo che non
deve scurire, versate il latte, a piccole dosi, e mescolate in
continuazione per evitare la formazione di grumi e portate ad
ebollizione, aggiungete il sale, il pepe (se volete) e alla fine il
gorgonzola al mascarpone tagliato a tocchi, continuate la cottura a
fuoco lento per circa 10-12 minuti. Dopo avere preparato gli ingredienti
base componiamo il nostro pasticcio nel seguente modo: imburrate una
pirofila e distribuire sul fondo un po' di pan grattato e poi
besciamella (al gorgonzola). Alternate poi gli strati di lasagne
(asciugate con un canovaccio) con l'insalata belga e besciamella (al
gorgonzola) avendo cura di aggiungere sullo strato di besciamella (al
gorgonzola) del formaggio grana grattugiato. Terminate con uno strato
lasagne, besciamella (al gorgonzola) e grana. Infornate in forno già
caldo a 180° per 30 minuti. Lasciate riposare per qualche minuto, quindi
servite. Buon appetito.
Nota
Accompagnate il piatto con delle
bollicine: un ottimo Cartizze servito freddo (10°C).
Pasticcio
di lasagne con porcini
e pancetta steccata
Ecco una ricetta per i buongustai ed
amanti dei prelibati funghi porcini. Veramente un gran piatto da fare
subito (anche fuori stagione magari ricorrendo a degli ottimi porcini
surgelati).
Ingredienti
Per quattro persone: 75 grammi di pancetta steccata tagliata a dadoni,
500 grammi di porcini freschi tagliati a pezzettoni oppure porcini
surgelati di buona marca,
2 spicchi d'aglio,
4 scalogni piccoli,
1 rametto di prezzemolo,
1 peperoncino semipiccante,
sale quanto basta,
750 grammi di besciamella,
grana grattugiato quanto basta,
olio d'oliva extravergine quanto basta,
500 grammi di lasagne fresche.
Per la besciamella: 60 grammi di farina, 60 grammi di burro, 600 ml di
latte, un pizzico di noce moscata, sale e pepe quanto basta.
Esecuzione
Pulite e tagliate a tocchetti i funghi. Tagliate la pancetta steccata a
dadoni, fateli rosolare in una padella per 5 minuti insieme a due
spicchi d'aglio in camicia che poi toglierete, quattro scalogni piccoli,
quattro cucchiai d'olio d'oliva extravergine, il peperoncino
semipiccante tagliato a rondelle e il prezzemolo tritato finemente.
Quando la pancetta è ben rosolata sfumate con mezzo bicchiere di vino
bianco secco. Aggiungete a questo punto i funghi e fateli cuocere
insieme alla pancetta per almeno mezz'ora a fiamma bassa. Intanto
cuocete le lasagne in abbondante acqua salata avendo cura di aggiungere
due cucchiai d'olio (per evitare che le lasagne si attacchino tra loro).
Quando le lasagne sono cotte mettetele in un recipiente contenente acqua
fredda. Preparate la besciamella così: mettete il burro in una
casseruola e fatelo sciogliere a calore moderato, versate in un'unica
soluzione tutta la farina necessaria fino ad ottenere un composto
omogeneo che non deve scurire, versate il latte e mescolate in
continuazione per evitare la formazione di grumi e portate ad
ebollizione, aggiungete il sale, il pepe (se volete) e la noce moscata,
continuate la cottura a fuoco lento per circa 10-12 minuti. Dopo avere
preparato gli ingredienti base componiamo il nostro pasticcio nel
seguente modo: imburrate una pirofila e distribuire sul fondo un po' di
pan grattato e poi besciamella. Alternate poi gli strati di lasagne
(asciugate con un canovaccio) con il sugo di funghi e pancetta e
besciamella avendo cura di aggiungere sullo strato di besciamella del
formaggio grana grattugiato.Terminate con uno strato lasagne,
besciamella, funghi (con i dadoni di pancetta) e grana. Infornate in
forno già caldo a 200° per 30 minuti. Lasciate riposare per qualche
minuto, quindi servite. Buon appetito.
Nota
Esiste una versione light della ricetta. Basta non mettere la pancetta e
diminuire la quantità di burro. Accompagnate il piatto con un buon
bianco. Un Sauvignon friulano servito a 10-12 °C oppure una bollicina di
Valdobbiadene, possibilmente un Prosecco Cartizze.
Pasticcio di radicchio
e salsiccia
Ecco una ricetta per i buongustai ed
amanti del radicchio tardivo di Treviso. Veramente un gran piatto da
provare.
Ingredienti
Per quattro persone
Per la salsa di radicchio: 4
salsicce sbriciolate, 4 cespi di radicchio tardivo di Treviso, 2
spicchi d'aglio, 1 peperoncino semipiccante, sale quanto basta, 750
grammi di besciamella, grana, olio d'oliva extravergine, 750 grammi
di lasagne fresche.
Per la besciamella:
60 grammi di farina, 60 grammi di burro, 600 ml di latte, un pizzico di
noce moscata, sale e pepe quanto basta.
Esecuzione
Lavate e tagliate a tocchetti il
radicchio. Togliete la pelle alle salsicce e sbriciolatele, fatele
rosolare in una padella per 5 minuti insieme a due spicchi d'aglio
in camicia che poi toglierete, quattro cucchiai d'olio d'oliva
extravergine e il peperoncino semipiccante tagliato a rondelle.
Quando le salsicce sono ben rosolate sfumate con mezzo bicchiere di
vino bianco secco. Aggiungete a questo punto il radicchio e fatelo
cuocere insieme alle salsicce per almeno mezz'ora a fiamma bassa.
Intanto cuocete le lasagne in
abbondante acqua salata avendo cura di aggiungere due cucchiai
d'olio (per evitare che le lasagne si attacchino tra loro). Quando
le lasagne sono cotte mettetele in un recipiente contenente acqua
fredda.
Preparate la besciamella così: mettete il burro in una casseruola e fatelo sciogliere a calore
moderato, versate in un'unica soluzione tutta la farina necessaria fino
ad ottenere un composto omogeneo che non deve scurire, versate il latte
e mescolate in continuazione per evitare la formazione di grumi e
portate ad ebollizione, aggiungete il sale, il pepe (se volete) e la
noce moscata, continuate la cottura a fuoco lento per circa 10-12
minuti.
Dopo avere preparato gli ingredienti
base componiamo il nostro pasticcio nel seguente modo: imburrate una
pirofila e distribuire sul fondo un po' di pan grattato e poi
besciamella. Alternate poi gli strati di lasagne (asciugate con un
canovaccio) con il sugo di radicchio e salsiccia e besciamella
avendo cura di aggiungere sullo strato di besciamella del formaggio
grana grattugiato.Terminate con uno strato lasagne, besciamella e
grana.
Infornate in forno già caldo a 200°
per 30 minuti. Lasciate riposare per qualche minuto, quindi servite.
Buon appetito.
Nota
Esiste una versione light della
ricetta. Basta non mettere la salsiccia e diminuire la quantità di
burro. Accompagnate il piatto con un buon bianco. Un Sauvignon
friulano servito a 10-12 °C oppure una buona Falanghina della zona
di Avellino.
Penne ai quattro formaggi
Sono un classico dell'intera penisola.
Forse l'Italia non è mai stata tanto unita se non davanti a quest'unico
piatto nazionale
Ingredienti
per 4 persone: 320 grammi di penne (o
ziti, rigatoni, mezze penne, sedanini, paccheri, e in genere qualsiasi
pasta corta), 100 grammi di fontina, 100 grammi di gorgonzola, 120 ml di
latte, 40 ml di panna, 50 grammi di burro, sale per cuocere la pasta, un
cucchiaio di pecorino grattugiato, un cucchiaio di parmigiano
grattugiato, foglioline di basilico (opzionale).
Esecuzione
Sciogliete il burro in una pentola
sufficientemente capiente, aggiungere latte e panna e portate ad
ebollizione mescolando bene con un cucchiaio di legno.
Tagliate a pezzetti la fontina e il
gorgonzola e aggiungeteli in padella. Lasciateli sciogliere a fuoco
molto basso, continuando a mescolare col cucchiaio di legno.
Nel frattempo cuocete le penne (o altro
tipo di pasta corta), scolatele e trasferitele nella pentola col
condimento; saltatele e mantecatele aggiungendo pecorino e parmigiano
grattugiati, una manciata di pepe (bianco o nero). Impiattate e servite
caldissimo guarnendo con foglioline di basilico siciliano (quello con le
foglie molto piccole).
Nota
Come vino d’accompagnamento un ottimo vino
bianco: un Incrocio Manzoni della zona di Annone Veneto (Venezia) oppure
un Prosecco fermo dei Colli Coneglianesi (Treviso) servito a 10° C.
Anche questo piatto ha un sapore estivo,
finché si trovano sui banchi del mercato rucola e pomodorini nostrani
possibilmente a chilometro zero (come si dice oggi riferendosi a
prodotti locali: magari dell'orto).
La pasta ideale per questo piatto sono le
penne, i fusilli o gli spaghetti.
Ingredienti
per 4 persone: 320 grammi di penne o mezze
penne o fusilli o spaghetti, 150 grammi di rucola, 1 spicchio d'aglio in
camicia, un peperoncino rosso fresco non piccante, un cucchiaio di
pinoli, 8 cucchiai di olio d'oliva extravergine, 400 grammi di
pomodorino tipo cieligino oppure perino oppure San Marzano, 50 grammi di
formaggio parmigiano tagliato a scagliette,
Esecuzione
Frullate in un mixer ad immersione 100
grammi di rucola insieme a una cucchiaiata di pinoli, sale e quattro
cucchiai di olio extravergine di oliva. Tagliare a spicchietti i
pomodorini e fateli saltare per circa cinque minuti in padella con
quattro cucchiai d'olio d'oliva extravergine nel quale avete soffritto
uno spicchio d'aglio in camicia (che potrete anche togliere) e il
peperoncino rosso non piccante tagliato a rondelle. Poi aggiustate di
sale.
Nel frattempo cuocete 320 grammi di pasta
(penne, mezze penne, fusilli, spaghetti, o altra pasta), scolatela e
versatela nella padella con tutti gli ingredienti e 50 grammi di
parmigiano a scagliette. Fare saltare la pasta sul fuoco per qualche
minuto e servite subito.
Nota
Come vino d’accompagnamento un bianco del
Collio: un Sauvignon servito a 10 °C.
Penne
saporite alla rucola
Momenti magici con la rucola. Un piatto
semplice e saporito. Pronto in quattro semplici passaggi e poi tutti a
tavola.
Ingredienti
Per quattro persone: 300 grammi di penne, 500 grammi di rucola,
500 grammi di pomodori pelati san Marzano di ottima qualità, 1 spicchio
d'aglio, 1 peperoncino rosso semipiccante fresco, 4 cucchiai di
parmigiano oppure di pecorino (a vostra scelta), 4 cucchiai di olio
d'oliva extravergine, sale quanto basta.
Esecuzione
Mondate la rucola eliminando le fogli più dure o rovinate, lavatela più
volte e sgocciolatela. Ponete una padella sul fuoco con olio, unite lo
spicchio d'aglio e il peperoncino intero, lasciateli rosolare, poi
eliminateli. Aggiungete i pomodori pelati e schiacciateli con la
forchetta. Aggiustate di sale e cuocete a fuoco moderato per circa 15
minuti. Portate ad ebollizione abbondante acqua, salatela, quindi
tuffate dentro la rucola, mescolate e aggiungete le penne. Lascatele
cuocere al dente. Scolate la pasta e la rucola e versate il tutto nella
salsa, mescolate, lasciate insaporire, aggiungete il formaggio e servite
caldissimo.
Nota
Consiglio un ottimo bianco. Uno Chardonney siciliano servito a 10 °C.
Questa non è la ricetta della amatriciana
originale ma vi assicuro che è altrettanto buona ed invitante.
Ingredienti
per 4 persone: circa 100 grammi di
guanciale di maiale (in subordine pancetta anche se questa è una
bestemmia), 4 cucchiai d'olio, una cipolla, mezzo spicchio d'aglio,
almeno due punte di peperoncino piccante, 8 filetti di pelati di
pomodoro San Marzano (può servire anche una passata), pecorino romano,
320 grammi di pennette (meglio ancora bucatini ma quella giornata non me
li trovavo in casa), sale quanto basta per il sugo di pomodoro e la
cottura della pasta.
Esecuzione
Preparate la salsa di pomodoro mettendo in
un ampio tegame l'olio (quattro cucchiai), l'aglio e la cipolla tritata
finemente, quando la cipolla si è appassita aggiungere il pomodoro e
cuocere per circa un quarto d'ora. Aggiungete quattro fogli di basilico
(questa è una mia variante). Spegnete la fiamma.
A parte in una padellina cuocete a fiamma
molto bassa circa 100 grammi di guanciale tagliato a listarelle sottili
fino a che il guanciale non si è ben rosolato. Versate il guanciale col
suo condimento nella salsa e lasciate riposare per pochi minuti. Cuocete
nel frattempo le pennette o i bucatini, scolatele/i e versatele nel sugo
contenete pomodoro e guanciale, mescolate, aggiungete il pecorino,
mescolate e servite ben caldo.
Nota
Come vino consiglio un "Aglianico" dei
colli Avellinesi (ottimo è il Rubrato dei Feudi di San Gregorio) servito
a 18°C.
Questo è un piatto di una semplicità
disarmante, in compenso gustoso e nutriente, ancora di più se si
riescono a trovare degli asparagini selvatici (in Veneto le sparaselle).
Ingredienti
per 4 persone: 300 grammi di asparagi
(possibilmente le "sparaselle" ovvero gli asparagi selvatici), 150
grammi di guanciale, 1/2 bicchiere di brodo vegetale o brodo di dado,
300 grammi di pennette, 4 cucchiai d'olio d'oliva extravergine, 30
grammi di burro, 100 grammi di parmigiano grattugiato.
Esecuzione
Mondate e lavare 300 grammi di asparagi,
eliminandone la parte dura (in genere la parte più grossa del gambo). In
una padella rosolate 150 grammi di guanciale tagliato a cubetti,
aggiungete un filo d’olio, gli asparagi e 1/2 bicchiere di brodo
vegetale o brodo di dado, lasciate cuocere e aggiustare di sale e pepe.
Fate lessare 300 grammi di pennette in abbondante acqua salata,
scolatele al dente e, al momento di condirle, versatele nella padella e
mantecate con 1 noce di burro e 100 grammi di parmigiano grattugiato.
Servite ben caldo.
Come vino d’accompagnamento al massimo un
“bollicine”: un prosecco delle colline di Valdobbiadene (Treviso) oppure
dei colli Coneglianesi (Treviso).
Nota
Potrete anche preparare lo stesso piatto
utilizzando asparagi diversi: il bianco di Verona e di Cimadolmo
(Treviso) ed il classico Verde coltivato un po’ dovunque su tutta la
penisola.
Ingredienti
per 4 persone: 2 cespi di broccoli romani,
1 spicchio d'aglio, un cucchiaio di capperi, 6 olive taggiasche, un
filetto di acciuga all'olio, 4 cucchiai d'olio d'oliva extravegine,
formaggio pecorino romano o parmigiano reggiano.
Esecuzione
In una padellina soffriggere olio, aglio,
un po' di peperoncino per un minuto, aggiungere i capperi, l'acciuga, le
olive e tenere per circa due minuti (il tempo per sciogliere l'acciuga e
imbiondire l'aglio). In una pentola capace mettere i ciuffi di broccoli
romani e portare all'ebollizione, cuocere per circa dieci minuti,
aggiungere le pennette (50 grammi a persona) e cuocere per un quarto
d'ora.
Scolare pasta e broccoli e mantecare con
la salsina preparata nella padellina e il formaggio.
Servire subito e buon appetito.
Fondamentale in questa ricetta è il
bilanciamento del dolciastro della zucca con un sapore antitetico quello
del guanciale.
Ingredienti
per 4 persone: 300 grammi di pasta, mezzo
chilo di zucca, una cipolla, 2 spicchi d'aglio, un ciuffo di prezzemolo,
100 grammi di guanciale o in subordine pancetta tagliata a listarelle
sottili, olio extravergine (quattro cucchiai), pepe bianco o nero a
scelta.
Esecuzione
Partiamo col preparare la salsina di
zucca: in una pentola mettete dell’olio extravergine, due spicchi
d'aglio e la cipolla tritata, fate imbiondire e unite la zucca
opportunamente pelata e tagliata a cubetti, fate insaporire con un po'
di sale, bagnate con del vino bianco, fate sfumare e aggiungete
dell’acqua quanto basta ad ottenere un sugo sufficientemente denso. Fate
cuocere per 10/15 minuti, il tempo varia in base alla grandezza dei
cubetti, quasi a fine cottura aggiungete il prezzemolo tritato.
In una pentola mettete un fondo d'olio e
unite il guanciale (o la pancetta) tagliato a listarelle sottili, quando
il guanciale (o la pancetta) si è rosolato unite l’altra parte della
zucca tagliata a julienne (bastoncini) e fatela saltare prima a fiamma
alta e poi bassa, cuocendo per circa 15 minuti.
Fate cuocere la pasta (l'ideale sono le
pennette o le mezze penne), scolatela e unitela ai due sughi di zucca
mantecando per bene con del parmigiano grattugiato (se volete un gusto
più forte mettete del pecorino romano). Servite con una manciata di pepe
bianco o nero a scelta e buon appetito
Nota
Al posto del guanciale potete mettere
della salsiccia sbriciolata. Il risultato è comunque garantito.
Rigatoni al prosciutto e
carciofi

Tempo di mamme romane. Tempo di carciofi.
E' tempo di preparare questo delizioso piatto.
Ingredienti
300 grammi di rigatoni di Gragnano,
4 mamme romane (carciofi),
4 cucchiai d'olio d'oliva extravergine,
50 grammi di burro,
2 scalogni,
1/2 litro di brodo vegetale (sedano, carota, cipolla) o brodo di dado,
1/2 bicchiere di panna per cucinare,
100 grammi di prosciutto cotto tagliato a dadini,
150 grammi di fiordilatte tagliato a dadini,
1 limone,
50 grammi di parmigiano grattugiato,
1 cucchiaio di prezzemolo tritato finemente,
sale e pepe bianco quanto basta.
Esecuzione
Mondate i carciofi, eliminate le foglie esterne più dure e metteteli a
bagno in una terrina contenente acqua fredda acidulata col succo di un
limone. Tritate finemente gli scalogni, poi fateli imbiondire dolcemente
in una padellona insieme all'olio e alla metà del burro. A questo punto
unite i carciofi, in precedenza risciacquati e tagliati a fettine
sottili e il prosciutto cotto tagliato a dadini, rimescolate, lasciateli
saltare per qualche minuto a calore vivace, poi abbassate la fiamma,
aggiungete qualche cucchiaio di brodo, un po' di pepe bianco (macinato
al momento) e portate a cottura aggiungendo la panna. Cuocete intanto i
rigatoni in abbondante acqua salata in ebollizione, scolateli appena
sono al dente e versateli nel padellone insieme ai carciofi e
prosciutto. Aggiungete l'altra metà del burro il prezzemolo tritato e il
fiordilatte tagliato a dadini, il parmigiano grattugiato. Mantecate
velocemente e staccate appena vedete il fiordilatte iniziare a filare.
Servite caldissimo e buon appetito.
Nota
Le stesse dosi ma con gli asparagi al posto dei carciofi per "Rigatoni
con prosciutto e asparagi". Un bel mazzetto di asparagi verdi al posto
delle mamme romane. Il piatto con gli asparagi diventa superbo con gli
asparagi bianchi di Cimadolmo (TV). Come vino non ho dubbi: un Verduzzo
Dorato servito a 10°C.
Pisarei e fasò

I pisarei sono degli gnocchetti di
dimensione minima, i fasò sono ovviamente i fagioli. Le dimensioni dei
pisarei sono paragonabili a quelle dei fagioli borlotti cotti. Un
grandissimo piatto piacentino. Mangiato per la prima volta tanti anni fa
in una trattoria di Piacenza. Grandioso.
Ingredienti
Per 6 persone:
Per la pasta: 400 grammi di farina, 200 grammi di pangrattato, latte e
acqua per impastare.
Per il sugo:
400 grammi di fagioli borlotti secchi,
250 grammi di polpa di pomodoro,
8 cucchiai d'olio d'oliva extravergine,
75 grammi di lardo senza cotenna,
una gamba di sedano,
una carota,
una cipolla bianca,
otto foglie di basilico spezzettato a mano,
abbondante parmigiano reggiano grattugiato,
sale e pepe quanto basta.
Esecuzione
Mettete i fagioli secchi in acqua la sera prima, il giorno dopo
scolateli e cuoceteli in acqua, a cottura terminata scolateli tenendo da
parte l'acqua di cottura. In una pentola molto capace e sufficientemente
alta mettete l'olio, fate soffriggere il lardo finemente tagliuzzato e
battuto col trito di cipolla, aggiungete il sedano e carota (sempre
tritati finemente) e fate cuocere per una decina di minuti, aggiungete
la polpa di pomodoro e lasciate insaporire. Successivamente aggiungete i
fagioli cotti e un pochino della loro acqua di cottura. Mescolate bene e
cuocete coperto per 40 minuti. Nel frattempo preparate i gnocchetti
impastando la farina e il pangrattato con acqua e latte in uguale
quantità e bollenti, l'impasto deve risultare non troppo duro. Quando la
pasta è ben amalgamata infarinate bene, staccate una parte di pasta e
formate con le mani delle piccole strisce di spessore di circa 1 cm,
tagliate dei piccoli pezzi e, se volete, con il pollice dategli la forma
di gnocchi (potete anche evitare di dare una forma perché sono
sufficientemente piccoli). Cuocete i pisarei in acqua bollente
leggermente salata, scolateli lasciandoli ben bagnati. Tuffateli quindi
nella padellona contenete il sugo di fagioli e spolverate con abbondante
parmigiano reggiano grattugiato e le foglie di basilico sminuzzate a
mano. Servite caldissimo.
Nota
Come vino vi consiglio il classico Gutturnio piacentino, vino Rosso di
gran corpo servito a 16°C
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